L’amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione

L’amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione.

La preghiera per l’unità dei cristiani.

L’evento della memoria dei 500 anni dell’inizio della Riforma (1517_2017) ha trovato nelle nostre realtà ecclesiali diocesane (parrocchie, gruppi, movimenti e associazioni) un terreno disponibile a vivere questo fatto in un clima di condivisione e riconciliazione. La presenza alla veglia di preghiera di venerdì sera in Cattedrale di ben due delegazioni luterane (Svezia e Danimarca) ha ulteriormente rafforzato il valore e l’impegno per il cammino ecumenico come cammino di riconciliazione.

Il passato delle divisioni, così doloroso e pesante, non può essere rimosso – ha ricordato giovedì mattina il teologo d. Angelo Maffeis ai preti, vescovi e diaconi delle tre diocesi della Metropolia riuniti a Fano presso il vecchio Seminario regionale – ma il suo peso sul presente può essere modificato, questo dipende da tutti noi. Siamo chiamati ad assumere quel passato in modo che sia per il presente spinta ad una riconciliazione. Così occorre guardare la presenza di Papa Francesco a Lund in Svezia lo scorso 31 ottobre all’apertura di questo giubileo della Riforma. Su questa linea si sono mossi anche i due interventi alla veglia di preghiera nella Cattedrale di Pesaro, caratterizzata da una presenza numerosa e partecipe. Nel suggestivo clima meditativo proposto da canti e letture bibliche tanto il Pastore Jacob (Chiesa luterana della Parrocchia della Pace di Aarhus in Danimarca), che ha letto il sermone scritto dal teologo luterano danese Peter Lodberg (assente per motivi di salute), come l’Arcivescovo di Pesaro hanno mostrato l’urgenza di un nuovo tessuto ecclesiale di riconciliazione tra i cristiani e tra le chiese per un credibile annuncio del Vangelo alle nuove generazioni, all’Europa dei popoli di questo nostro tempo di migrazioni.

Persone riconciliate, i cristiani, per riconciliare ambienti e realtà segnate da ferite e divisioni. Il gesto del muro in mattoni (i 12 peccati delle Chiese e dei cristiani) che si trasforma in croce che salva ha lasciato un messaggio eloquente e forte a tutti i partecipanti alla preghiera. C’è di mezzo la croce di Cristo che dona vita e sana ogni ferita, interiore e esteriore, privata e pubblica, ecclesiale e sociale. Sono stati i giovani della parrocchia della Cattedrale a guidare la regia di questo gesto. Sono i giovani infatti che possono portare fuori le Chiese dalle loro storiche divisioni verso nuovi orizzonti di fraternità, come testimoniato nella veglia gremita di giovani presso la parrocchia di Lucrezia giovedì sera 19 gennaio sulle orme dell’esperienza di Taizé. I gemellaggi tra parrocchie possono essere una strada da scoprire per tante parrocchie. Ci sono parrocchie e comunità cristiane in Europa che aspettano l’invito. Ci sono poi tante realtà cristiane non cattoliche a Pesaro che si affacciano nel tessuto religioso del territorio: apriamoci al dialogo con loro, offriamo e cerchiamo occasioni per costruire ponti.

Sarebbe bello, forse anche necessario (?), che in ogni parrocchia ci fosse un servizio per l’animazione dell’ecumenismo. L’Ufficio diocesano si mette a disposizione per avviare e accompagnare questo servizio. Dove ci fosse questa disponibilità potete prendere contatto con il sottoscritto.

D. Mario Florio

Direttore ufficio ecumenismo e dialogo

PROGRAMMA SETTIMANA DI PREGHIERA PER L’UNITA’ DEI CRISTIANI 2017

PROGRAMMA SETTIMANA DI PREGHIERA PER L’UNITA’ DEI CRISTIANI 2017

Domenica 15 Gennaio 2017 ore 16 PER LA GIORNATA DEL DIALOGO EBRAICO-CRISTIANO                  incontro tra Vittorio Robiati Bendaud e don Marco DiGiorgio nella Sinagoga di Pesaro

Lunedì 16 Gennaio 2017 ore 17 Per la Giornata del dialogo Ebraico – Cristiano                                        incontro tra Vittorio Robiati Bendaud e don Vincenzo Solazzi nella Sinagoga di Urbino

Giovedì 19 Gennaio 2017 ore 10 al Centro pastorale Via Roma Fano –  Incontro di metropolia dei sacerdoti, religiosi e diaconi con  il prof. Don Angelo Maffeis e la presenza e un saluto del prof. Luterano Peter Lodberg  (che terrà l’omelia nelle veglie ecumeniche delle tre diocesi).

Giovedì 19 Gennaio 2017 ore 20.45 nella chiesa di Lucrezia – Preghiera ecumenica di Taizè con adorazione della croce per tutti i giovani della diocesi di Fano con la presenza di pastori e giovani delle chiese luterane di Danimarca e Svezia e dei gruppi africani pentecostali.

Venerdì 20 gennaio 2017 ore 11-13 Aula magna del Liceo scientifico di Fano incontro-dialogo con giovani e pastori del mondo luterano nei 500 anni dalla riforma con alcune classi del triennio superiore di alcune scuole della città.

Venerdi 20 Gennaio 2017 ore 18,30 Le delegazioni luterana danese, luterana svedese, ortodossa rumena si incontrano nella saletta della parrocchia del Duomo P.le Collenuccio per prepararsi alla veglia

Ore 21.15 – Veglia nel Duomo di Pesaro

Sabato 21 Gennaio 2017 – ore 10-16  a Fonte Avellana – Un gruppo accompagnerà gli ospiti ecumenici al monastero di Fonte Avellana dove, con il Priore Don Gianni, si toccheranno alcuni aspetti della chiesa del primo millennio. Massimo 30 posti (bisogna prenotarsi).

Sabato 21 Gennaio 2017 ore 18 –  Veglia nel Duomo di Fano.

Domenica 22 Gennaio 2017  ore 17  –  Veglia nella Chiesa di S.Francesco di Urbino

VEGLIA DI PREGHIERA PER L’UNITÀ DEI CRISTIANI – Intervento di S. E. Mone. Piero Coccia (Pesaro, Cattedrale Basilica, 20 gennaio 2012)

VEGLIA DI PREGHIERA PER L’UNITÀ DEI CRISTIANI

Intervento di S. E. Mone. Piero Coccia

Pesaro, Cattedrale Basilica, 20 gennaio 2012

TUTTI SAREMO TRASFORMATI DALLA VITTORIA DI GESÙ CRISTO, NOSTRO SIGNORE

(1Cor 15,51-58)

Saluto nella pace del Cristo tutta questa Assemblea liturgica.

Un cordiale saluto lo rivolgo alle delegazioni Luterane, alla delegazione ortodossa e a tutte le componenti delle varie Confessioni Cristiane presenti..

Ci troviamo questa sera per pregare, per riconoscerci nell’unica fede nel Signore, per camminare insieme guidati dalla Parola che risuona nel nostro cuore attraverso l’apostolo Paolo che ci ricorda che “tutti saremo trasformati dalla vittoria di Gesù Cristo, nostro Signore”.(1 Cor 15, 51 -58)

Vorrei soffermarmi con Voi a contemplare l’immenso dono del Cristo vittorioso che ognuno di noi, in modo immeritato, per pura misericordia divina, ha ricevuto per vedere poi a quali conseguenze tale dono ci conduce.

017625 Veglia di preghiera per l'unit+á dei CristianiAnche noi cristiani condividiamo con ogni uomo e ogni donna del nostro tempo il peso dell’attuale frangente storico. La corruzione e la morte sembrano dilagare nella vita personale, familiare e comunitaria delle nostre società plurali. Chi di noi non percepisce ogni giorno nella propria carne il morso della fragilità, soprattutto la nostra incapacità di amare? Chi non soffre davanti alle ferite che tante famiglie subiscono nella propria esperienza affettiva? Chi non si smarrisce di fronte all’insicurezza che l’odierna situazione di crisi economico-finanziaria ha introdotto nel nostro Paese? Chi non sente l’urto della troppa miseria ed emarginazione che attanaglia persone, gruppi, popolazioni intere? Chi non rimane sconcertato quando ascolta le notizie, ancora troppo numerose, di attentati, guerre e violenze che sembrano non poter finire? Non possiamo volgere il nostro sguardo altrove. Ogni fibra del nostro essere grida il bisogno di salvezza! «Chi mi libererà da questo corpo di morte?» (Rm 7,24), supplica altrove l’Apostolo.

La nostra preghiera comune non può prescindere da questo grido che fa di tutti noi una sola cosa. Un grido che condividiamo con tutti i nostri fratelli uomini, di qualunque fede religiosa, e anche con quelli che dicono di non credere o che si ostinano a negare l’esistenza di Dio.

Al nostro grido risponde l’annuncio di una speranza certa: «tutti saremo trasformati … i morti risusciteranno per non morire più e noi saremo trasformati» (1Cor 15,51-52). Una speranza fondata su Colui che ci trasformerà e non sulla nostra capacità di cambiamento. Infatti, l’Apostolo parla esplicitamente «della vittoria per mezzo di Gesù Cristo» (1Cor 15,57). Gesù Cristo, nostro Signore, è il vittorioso. Egli è la nostra speranza.

Noi cristiani, infatti, crediamo nella risurrezione come vittoria sul peccato e sulla morte perché Cristo è risorto. Infatti è Gesù Cristo a dare corpo e figura e avvio alla risurrezione, legandola inscindibilmente alla propria vicenda personale e pertanto sottraendola all’opinabilità e indeterminatezza. Non c’è la risurrezione degli uomini se non nel riferimento alla risurrezione di Gesù Cristo e in questo riferimento la risurrezione degli uomini si compie 2

I cristiani con la loro stessa esistenza dicono al mondo che Cristo crocifisso e risorto è vivo e presente in mezzo a noi. Ebbene in questo annuncio, in Cristo Gesù e nella sua grazia salvifica sta la sorgente perenne dell’unità dei cristiani. Con povertà di spirito, rinnovata dal mistero del Santo Natale, questa sera ci rivolgiamo quindi a Lui. Addolorati per quanto ancora ci divide, ma anzitutto tesi a riconoscerLo come principio dinamico di unità tra di noi.

Annunciare Cristo risorto, speranza del mondo: ecco una strada effettiva e sempre aperta per l’unità dei cristiani.

Anche oggi, nella nostra società affaticata, dove i più vivono sconfortati e sopraffatti dal “mestiere di vivere”, gli uomini, forse inconsapevolmente e a volte addirittura negandolo, attendono l’annuncio del Risorto. Che questo comune nucleo centrale dell’annuncio cristiano ci trovi ancora oggi divisi su alcuni aspetti, chiede a noi un’energica decisione di penitenza e di conversione e di assunzione di responsabilità nei confronti dei nostri contemporanei. Dall’esperienza del Cristo Risorto deve scaturire l’unità tra le nostre chiese e la comune missione.

Da questi atteggiamenti di umile fede scaturisce l’offerta gratuita del Vangelo a tutti i nostri fratelli. Essa sarà l’invito a fare esperienza reale della vittoria del Risorto nell’oggi della storia.

L’esortazione dell’Apostolo – «siate saldi, incrollabili» (1Cor 15,58) – non sta certo a mostrare ai nostri fratelli uomini un’impeccabilità che non abbiamo. La solidità della nostra fede sta nella vittoria di Cristo: di essa noi siamo solo segni viventi, cioè testimoni. L’opera del Signore, infatti, è la trasformazione che la Sua grazia realizza della nostra esistenza, sconfessando la terribile accusa del tragico profeta del nostro tempo il quale parlando dei cristiani tiepidi ed insipidi diceva: “Canti migliori dovrebbero cantarmi, perché io credessi al loro redentore; più redenti dovrebbero apparirmi i suoi discepoli” (F.Nietzsche, Così parlò Zarathustra).

Mostrare la vittoria del Risorto: questo è l’impegno comune prioritario cui siamo chiamati noi tutti, battezzati di ogni Confessione.

Vorrei invitare questa sera tutti i cristiani della Metropolia all’annuncio di Cristo risorto quale via sicura per l’impegno ecumenico. Impegno intrinseco ed imprescindibile per la nostra vita di fede. È questo impegno ad introdurci nella strada della testimonianza. Strada sempre percorribile ma sempre vertiginosa perché ci chiede di pagare di persona. Ma su questa strada, come ci ricorda l’Apostolo, «grazie al Signore, il vostro lavoro non va perduto» (1Cor 15,58).

A Te, Gesù Cristo, vincitore del peccato e della morte questa sera chiediamo di introdurci nel mistero della risurrezione, fonte di unità per tutti i credenti e segno di comunione per tutta l’umanità.

Risana le nostre ferite, aumenta la nostra fede, rafforza la nostra speranza e ravviva la nostra carità. Amen

Intervento di Padre Cipriano Creanca , parroco della parrocchia dell’aeroporto a Sibiu – Romania, nella Veglia in Cattedrale a Pesaro il 20 gennaio 2012

Vostra Eccellenza, cari fratelli

Siamo qui con la benedizione di Mons. Laurentiu Streza Metropolita della diocesi di Sibiu, Romania.

“Tutti saremo trasformati dalla vittoria di Gesù Cristo, nostro Signore” 1 Cor 15,51-58

La Parola di Dio che abbiamo proclamato parla di un cambiamento nella nostra vita.

Gesù Cristo, il nostro Signore, è venuto in questo mondo per insegnarci un nuovo stile di vita.

La chiesa da duemila anni insegna ai suoi fedeli  come bisogna andare dopo  aver ascoltato la Parola di Dio: bisogna amarsi e fare cose buone per tutti.

La chiesa è stata formata da persone che sono andate dopo aver ascoltato Gesù Cristo e la sua parola.

Queste parole di Gesù hanno cambiato loro stessi e la loro vita anche se avevano culture diverse e non si conoscevano.

Come hanno fatto i primi cristiani dobbiamo fare anche noi, fedeli di oggi.: non abbiamo la stessa origine, non parliamo la stessa lingua, ma abbiamo una cosa molto preziosa insieme: il nostro Signore Gesù Cristo e la sua Parola.

Con le nostre preghiere, con il nostro amore, proveremo a cambiare questo mondo.

Bisogna che andiamo sulla strada preparata da Gesù per poter portare la sua luce.

Ringraziamo Dio per questa luce che ha donato a questo mondo.

Preghiamo nostro Signore Gesù Cristo  che questa luce illumini i nostri cuori, le nostre famiglie, le nostre parrocchie, tutti i fedeli  e i popoli di tutto il mondo.

Amen