Gallerie fotografiche del viaggio ecumenico ai luoghi di Lutero del gruppo cattolico italiano e luterano danese

Allego i link alle gallerie delle foto (Accedere alla pagina cliccando sul titolo dell’articolo. Solo lì i link sono attivi)

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9 agosto 2016 – I giovani di alcune parrocchie marchigiane hanno incontrato i giovani europei del meeting ecumenico a Montorso (foto)

Un’esperienza bella e arricchente

INCONTRO ECUMENICO CON LA CHIESA LUTERANA DI SVEZIA


FANO- E’ sempre un’esperienza bella e arricchente ritrovarsi con fratelli di altre confessioni cristiane per un confronto, uno scambio di opinioni e di vita… e poi la preghiera insieme, la condivisione della stessa mensa. Sabato 24 ottobre alla Gran Madre di Dio e domenica 25 alla Santa Famiglia ci siamo incontrati con Padre Sverker e altri sei confratelli e consorelle Pastori della Chiesa Luterana di Svezia della stessa diocesi, con i quali da qualche anno si è aperto un dialogo ecumenico molto cordiale, iniziato al Meeting europeo dei giovani a Loreto e fatto di visite ricambiate, contatti via mail, ricordo reciproco nella liturgia festiva…Stiamo coinvolgendo anche la parrocchia di Bellocchi, presente in questi due giorni con alcuni laici interessati, nella prospettiva di poter iniziare gemellaggi tra comunità della nostra e della loro diocesi, come già esistono con parrocchie ortodosse e anglicane. Questo cammino avrà una tappa importante nel gennaio prossimo, durante la Settimana di Preghiera per l’Unità dei cristiani: al termine della Veglia in Cattedrale ci sarà la firma di un Atto ecumenico di impegno a camminare insieme tra le nostre parrocchie. Era presente anche P.Constantin della Chiesa Ortodossa Rumena: insieme abbiamo pregato lo stesso Padre del cielo per i problemi che affliggono l’umanità e perché i cristiani delle varie confessioni diano testimonianza di unità – anche se non piena – una diversità riconciliata: la conoscenza fa crescere il rispetto e la stima, l’amore fraterno e la possibilità di far risplendere nel mondo la bellezza del Vangelo di Cristo.

Don Giuseppe Marini

Da “Il Nuovo Amico”  01-11-2015 N. 38

una esperienza arricchente

In Romania con il Vescovo Armando

DAL 20 AL 27 LUGLIO IL PELLEGRINAGGIO ECUMENICO

In Romania con il Vescovo Armando

FANO – Per i 31 partecipanti è ormai vicina la partenza per il pellegrinaggio ecumenico-turistico-culturale in Romania del 20-27 luglio, con il Vescovo Armando e la guida di Padre Constantin Cornis, alla scoperta dei monasteri e dei siti più affascinanti del centro e del nord-est: Cluj, Sighet, Sucevita, Iasi, Targu Neamt, Brasov e Sibiu. Tra i partecipanti alcuni sacerdoti, diversi diaconi con le famiglie, laici impegnati nell’ecumenismo.

Ilviaggioèstatopensatogiàdaqualcheanno, nell’ambito delle iniziative ecumeniche della Metropolia (Pesaro-Fano-Urbino) e per lo sviluppo dei gemellaggi che legano alcune parrocchie con varie comunità ortodosse della Romania, con la presenza di un Vescovo cattolico, il nostro Vescovo Armando, una presenza molto significativa perché dà peso e concretezza al cammino di avvicinamento tra le chiese cristiane, nell’incontro cordiale e nella preghiera comune con i fratelli Metropoliti di Cluj, di Iasi, di Sibiu, che condividono la responsabilità della guida della Chiesa di Cristo. Incontreremo e visiteremo anche le comunità e le autorità cattoliche, i principali Monasteri del Nord, località turistiche molto suggestive e avremo modo di entrare nella cultura, nelle tradizione e nel folklore di questa terra molto legata all’Italia per la presenza di tanti Rumeni in mezzo a noi e per l’amicizia e la collaborazione che si è creata con Padre Constatin che è il Pastore incaricato per tutti i Rumeni ortodossi della Provincia. Approfittiamo per dare notizia di una iniziativa che si ripete più volte durante l’anno. Giovedì 16 luglio alle ore 19 abbiamo partecipato alla PREGHIERA dell’AKATHISTOS, Memoria della Beata Vergine del Carmelo, presso la chiesa parrocchiale della Gran Madre di Dio, nel quartiere San Lazzaro. Abbiamo invocato la protezione della Vergine sul nostro Pellegrinaggio. La preghiera alla Vergine Sposa è stata guidata come sempre da Padre Constantin ed è stata seguita da un momento di condivisione conviviale. Al ritorno dal Pellegrinaggio avremo modo di fare un resoconto dettagliato. La Vergine, tanto venerata da entrambe le confessioni con titoli altisonanti di grande contenuto teologico e spirituale, ci accompagni nel cammino ecumenico e ci tenga uniti in Cristo suo Figlio.

don Giuseppe Marini (da “Il nuovo amico – 19 luglio 2015, pag 13)

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“Che siano una sola cosa”

(Articolo da “Il Nuovo Amico” sull’incontro con il gruppo anglicano di Sharnbrook  gemellato con Calpino-Fermignano – Martedì  2 novembre 2012)

Poco meno di un mese fa, precisamente l’11 ottobre scorso, ricorreva il cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio ecumenico Vaticano II, indetto da papa Giovanni XXIII e conclusosi, nel dicembre 1965, sotto il pontificato di Paolo VI. Da allora, l’ecumenismo, ovvero il movimento che mira a riavvicinare e a riunire tutti i fedeli cristiani e quelli delle diverse Chiese sparse nel mondo, è costantemente sostenuto dalla Chiesa cattolica, che da ‘eurocentrica’ è andata caratterizzandosi sempre più come Chiesa universale.

In questo senso va letto il proliferare, nella Metropolìa di Pesaro, Fano e Urbino, di gemellaggi ecumenici che hanno interessato, nell’ultimo decennio, svariate realtà parrocchiali delle tre Diocesi. Una di queste, la piccola comunità di Calpino di Fermignano, ha intensificato sempre più il legame, sorto per iniziativa del compianto Don Giuseppe Righi, con i fratelli anglicani di Sharnbrook, piccolo villaggio sito nella regione inglese del Bedfordshire, 100 km circa a nord di Londra. Nello scorso weekend, dall’1 al 5 novembre, tredici di loro sono stati ospiti a Calpino in occasione del cinquantasettesimo anniversario della Chiesa di Cristo Lavoratore.

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 Il ricco programma della cinque giorni prevedeva, tra l’altro, un momento di confronto con tutte le realtà parrocchiali della Metropolìa coinvolte in esperienze ecumeniche parallele e che si è tenuto nella sala ‘Don Benzi’, presso la parrocchia ‘Santa Famiglia’ di Fano, nel pomeriggio di venerdì 2. L’appuntamento, il primo di una serie di tre incontri di formazione itineranti promossi dalla stessa Metropolìa per la stagione 2012/2013, è servito a mettere in evidenza le peculiarità dell’anglicanesimo nel suo complesso. La piacevole testimonianza di Robert Evens, parroco della comunità di ‘St. Peter’s’ di Sharnbrook, si è resa necessaria al fine di ottenere un quadro esaustivo in merito agli aspetti storici caratterizzanti la nascita e lo sviluppo della Chiesa d’Inghilterra e alla sua opera di evangelizzazione. Il ragguardevole numero di presenti, unito alla sensibilità degli stessi riguardo alle tematiche affrontate, ha favorito la suddivisione in gruppi di lavoro e di confronto, dai quali sono scaturiti interessanti spunti di riflessione. Il momento di convivialità che ne è seguito ha consentito l’accrescimento del legame di amicizia soprattutto fra i, non pochi, giovani intervenuti.

Occasioni come queste contribuiscono a ricordarci quanto sia bello sentirsi uniti e quanto il ruolo della preghiera possa essere importante nel cammino di fede di ognuno di noi. Come sostenuto da Mons. Mansueto Bianchi, Vescovo di Pistoia e Presidente della Commissione Episcopale per l’Ecumenismo e il Dialogo della CEI, in occasione della presentazione della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani del gennaio scorso: ‘La preghiera è una realtà potente nella vita di un cristiano. La preghiera è trasformante. Quando i cristiani comprendono il valore e l’efficacia della preghiera in comune per l’unità di quanti credono in Cristo, essi cominciano ad essere trasformati in ciò per cui stanno pregando. […] La preghiera per l’unità, dunque, non è un accessorio opzionale della vita cristiana, ma, al contrario, ne è il cuore’. Non dovremmo dimenticarlo, mai.

Ivan Sperindio

Incontro con i gemellati anglicani della parrocchia di Calpino – Urbino

 

Primo incontro formativo anno 2012/2013 Fano – Parrocchia Santa Famiglia

Incontro con il gruppo anglicano di Sharnbrook gemellato con Calpino-Fermignano

Martedì 2 novembre 2012 – ore 17/21 Presenti circa 70 persone provenienti da Fano, Pesaro e Urbino

(presenti i rappresentanti di 9 parrocchie gemellate : 1) Calpino  2) Borgo  3) Belvedere,  4) Candelara  5) Santa Veneranda  6) Duomo Pesaro 7) Santa Famiglia, 8 ) Gran Madre di Dio,  9) Cuccurano )

L’incontro si è articolato in due momenti principali:

a) la relazione del parroco anglicano P. Robert Evens che allego integralmente

b) quattro gruppi formati dividendo i presenti così :

due gruppi alle due estremità della sala guidati rispettivamente da don Giorgio Paolini e don Mario Florio;

un gruppo richiesto e guidato da Margherita Palazzi sul ruolo della donna;

un gruppo formato dai giovani (a cui è stato chiesto di partecipare a qualche giovane insegnante di religione cattolica presente), guidato da Giuseppe Gasparucci;

gli ospiti anglicani si sono chiaramente divisi nei quattro gruppi di cui allego ugualmente le relazioni che sono state solo brevemente riferite in sala dato il tempo che era passato troppo velocemente.

Il grande problema delle traduzioni è stato brillantemente superato grazie alla continua traduzione di Ubaldo di Urbino quando il gruppo è stato tutto insieme e con molte e precise traduzioni da parte di tanti che conoscono bene l’inglese ma che – non essendo professionisti – si trovano a disagio ad esporsi in una traduzione in un grande gruppo ma lo fanno efficacemente in gruppetti più piccoli.

E’ seguito un buffet in piedi e poi gli ospiti e il gruppo di Calpino sono ripartiti mentre don Vincenzo si è spostato in chiesa per la Messa del giorno dei defunti.

Altre notizie di questo incontro si possono trovare in un articolo preparato da Ivan Sperindio di Calpino – con relativa foto di tutti i partecipanti – sul Nuovo Amico di questa settimana.

 

Gruppo don Giorgio

Eravamo circa 20 persone e c’era con noi anche il Padre Robert di Shanbrook.

Abbiamo tenuto presente la domanda: come collaborare nell’impegno di evangelizzazione comune a tutte le chiese?

Dalla parte anglicana sono state precisati alcuni elementi:

– Alla richiesta dei sacramenti della Iniziazione Cristiana la risposta è positiva, sia per il clima ‘liberale’ in cui si vive in Inghilterra, sia per la convinzione che ‘se nego il sacramento li ho perduti per sempre’

– Le scuole cristiane sono importanti, ma non sono sufficienti per tamponare la scristianizzazione; anzi a volte sono un fattore che la favorisce, come dimostra la storia di Robin. Comunque raccolgono solo il 10% dei ragazzi in Inghilterra.

– Il catechismo esiste nella Chiesa amglicana: è la Sundey scool. E’ meno strutturato rispetto alla chiesa cattolica e raccoglie una minoranza di bambini

– La gente negli ambienti rurali non vuole cambiamenti, e desidera pa resenza del prete nella nella vita ordinaria del popolo. Non perdonerebbe al sacerdote se non fosse presente dove loro vivono.

Dalla parte cattolica sono state fatte alcune sottolineature:

– Per la evangelizzazione della gente è fondamentale la testimonianza e la vicinanza: meno teoria,e più cuore e più rapporto.

– Il richiamo a nuovi stili di vita, più ispirati a giustizia sociale e ad armonia con l’ambiente, può essere un buon terreno di collaborazione

– Forse ci si può aiutare a vedere la Evangelizzazione come una coltivazione, dove, per arrivare a raccogliere frutti bisogna seguire le varie fasi dello sviluppo della pianta: a) La preparazione del terreno, cioè il rapporto di vicinanza, dialogo e collaborazione con la gente nei vari campi del civile. B) la semina: l’annuncio di Gesù nei tempi adatti alla semina, quando le persone vengono a fare una richiesta ‘religiosa’, (esempio, i sacramenti). C) la coltivazione: la proposta di un percorso organico di assimilazione del pensiero e dello stile di vita cristiano, adatto alle varie età, fino alla professione di fede matura. D) la raccolta dei frutti: la testimonianza di una fede matura, pronta ad assumersi un servizio ‘missionario’ nella comunità ecclesiale e/o civile.

I contributi dati, anche se non sono sufficienti a individuare forme di collaborazione condivise tra denominazioni cristiane, sono stati uno stimolo e un invito a dedicare ulteriore tempo ed energie per tentare risposte valide al problema comune della scristianizzazione.

Relazione del gruppo di lavoro presso la Parrocchia S.Famiglia il 2 novembre 2012

TEMI

– Il ruolo della donna nella chiesa anglicana (breve scambio e confronto);

– La meditazione cristiana (esperienza)

In 40 minuti abbiamo cercato di affrontare equamente le due tematiche dalla mole non indifferente.

Erano presenti, nel gruppo, le tre signore anglicane e due amici anglicani. Noi italiani eravamo provenienti da Candelara, S.Veneranda, Fano (Petrini e consorte, Giuliani, ecc. ), Urbino. Elisa traduceva.

Sulla donna:

Anche nella chiesa anglicana, in questi ultimi 20 anni,vi sono stati problemi e lacerazioni attorno al problema donna. Ma, poiché il loro servizio è stato molto buono, anche gli uomini gradualmente hanno accettato il ruolo delle donne prete.

Grande tristezza vi è stata quando alcuni (preti e vescovi) sono usciti dalla chiesa anglicana anche a causa delle donne prete o vescovo e anche grande imbarazzo quando questi sono stati accolti nella chiesa cattolica. La stampa inglese, antireligiosa, è stata cattivissima al riguardo.

Attualmente, nella parrocchia di Shanbruck, lavorano due gruppi di donne. Un gruppo (fondato da una donna, già dal 1870, quando le donne non avevano voce) si incontra sia per pregare che per studiare e aggiornarsi. All’inizio era aperto solo a donne sposate, poi hanno capito che doveva aprirsi a tutte. Maria di Nazareth è la loro guida spirituale. Sono in 35 circa.

L’altro gruppo (di circa 15 donne) si incontra soprattutto per lavorare insieme e produrre oggetti da vendere. Il ricavato va ai poveri e alle necessità della parrocchia. Incontrandosi spesso, vivono la gioia della condivisione e della festa.

Sulla meditazione cristiana:

Nella parrocchia anglicana un buon gruppo sta sperimentando la bellezza e la positività della meditazione cristiana che converte, ammorbidisce gli animi e fa vivere la presenza di Dio. Tutti noi del gruppo abbiamo potuto sperimentarla nella cappellina della Santa Famiglia, davanti al Santissimo, anche se per breve tempo. Occorre silenzio, corpo eretto e rilassato (anche se seduti), occhi chiusi ; la respirazione deve essere dolce e con la mente recitiamo il “Vieni Signore, vieni Signore Gesù”; può essere recitato qualsiasi altro mantra come il “Signore abbi pietà di me”(preghiera del cuore) o anche una frase di un salmo o di un qualsiasi testo biblico. Ci si può distrarre naturalmente! Ma l’importante è riprendere l’invocazione, il mantra e ritornare in sintonia con la presenza silenziosa di Dio in ciascuno di noi. Il diacono anglicano ha guidato sottovoce una preghiera di comunione con tutte le creature che cercano faticosamente Dio e sono nel bisogno.

La Carla di Urbino, proveniente da un altro gruppo, ci ha infine richiamato al dovere di ritornare in assemblea…e così siamo ritornati in mezzo a tutti…non senza ringraziarci a vicenda!

Margherita Palazzi

Discorso per i fratelli di Calpino e di tutta la metropolia di Pesaro,Fano e Urbino

“Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato: ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. Amen.”

In inglese noi lo chiamiamo il Grande Comandamento. E ‘molto potente ed è in qualche modo un pezzo molto confortante del Vangelo di Matteo.

E ‘qualcosa che dobbiamo tenere a mente quando guardiamo le nostre responsabilità come discepoli e sacerdoti.

Una delle difficoltà nel preparare questo discorso è stata quella di provare a trovare la via per comunicare cosa mi è stato chiesto di fare. Il modo in cui ho scelto di interpretare la richiesta di Don Fabio è stato quello di parlare un po’della zona del paese da cui veniamo, i suoi problemi e le sfide ed un po’ del mio cammino di fede. Prenderemo in esame alcuni dei problemi che abbiamo di fronte a Sharnbrook e ad alcune delle cose che abbiamo fatto per cercare di risolvere questi problemi.

Anche se questo è dalla posizione di un parroco anglicano, penso che molte delle questioni e dei problemi che abbiamo di fronte si trovano in diverse religioni in tutto il mondo occidentale.

Per coloro che non sono mai stati in Inghilterra ed a Sharnbrook in particolare, volevo solo spendere un po ‘di tempo a parlarvi di noi.

Sharnbrook fa parti di un gruppo di cinque paesi ed ha una popolazione di circa 3.500 abitanti e abbiamo tre chiese molto vecchie e molto belle. Queste Chiese sono molto costose da mantenere e non riceviamo alcun aiuto da parte del governo o della diocesi. So che in alcuni paesi c’è una “tassa per la Chiesa” che fornisce questo supporto e sono un po’ invidioso.

Ogni parrocchia paga una quota dei costi della diocesi e questa copre il mio stipendio e contribuisce alla formazione e ad altri costi centrali. Per coprire questi costi, escluse eventuali riparazioni importanti, la parrocchia ha bisogno di raccogliere circa 70.000 sterline ogni anno, che corrispondono a circa 84.000 euro. Con il clima economico attuale, molte parrocchie si stanno trovando in difficoltà.

La nostra parrocchia è parte di un più ampio gruppo di parrocchie, 31 in totale, poco più di 30.000 abitanti che noi chiamiamo un decanato, e questo decanato fa parte del Arcidiaconale di Bedford, che insieme con gli arcidiaconati di Hertford e St Albans, forma la diocesi di St. Albans.

La popolazione totale della diocesi è di circa 1.795.000 persone e comprende 336 parrocchie diverse, che sono seguite da circa 240 sacerdoti a tempo pieno, di cui 73 sono donne. Entro il 2025 si prevede che le donne sacerdote saranno la metà del totale sacerdoti. Il nostro decanato, molto rurale, in questo momento ha tre sacerdoti maschi e cinque sacerdoti femmine.

Siamo una comunità molto rurale e una delle difficoltà che questo comporta e su questa cosa ritornerò più tardi, è il costo delle case. Questo può essere significativamente superiore a quello delle città e molti dei nostri giovani devono lasciare i nostri villaggi per essere in grado di permettersi di comprare una casa.

Penso che il problema attuale e futuro sia il numero di sacerdoti e il numero di persone che vengono nella nostra Chiesa.

Voglio raccontarvi un po’ della mia storia, perché in un certo senso, io sono sia il problema che la soluzione.

Dall’età di otto anni fino a quando ne avevo tredici, sono stato in un collegio. Non era una scuola religiosa, ma la partecipazione alla messa era obbligatoria. C’era un funzione per tutti al mattino e una per i ragazzi più “grandi” la sera.

Non mi ricordo di aver avuto molto in termini di istruzione religiosa, come avrei dovuto avere,e a causa di questa mancanza le funzioni erano una formalità piuttosto noiosa. Quindi non vi sorprenderà che, quando avevo l’occasione di farlo, saltavo la funzione.

Suppongo fosse una forma di ribellione, ma questo è ciò che fanno molti adolescenti. Credo che per stupire, mi sarei definito ateo, ma non l’ho mai pensato seriamente. E sarei rimasto in questa condizione se non avessi fatto un incontro. Per i successivi 25 anni, quasi mai sono andato in chiesa. Mi sono sposato, ha lavorato duramente e abbiamo avuto un figlio.

Quando nostro figlio aveva quattro anni, abbiamo cambiato casa a causa di un cambio di lavoro per me e siamo arrivati ad un piccolo villaggio chiamato Turvey. Mio figlio è stato il primo ad avere un incontro quando ha iniziato ad andare alla scuola del villaggio. L’incontro è stato con il parroco, che si chiamava Pietro. Pietro e la maestra del coro evevano avuto un’idea brillante. Andavano ai cancelli della scuola, alla fine della lezione tutti i Martedì e cercavano di convincere il maggior numero di bambini ad andare in Chiesa per delle lezioni di canto. Ci credevano e riuscirono a convincere ad unirsi al coro della Chiesa molti bambini. Come risultato del suo incontro, mio figlio si unì al coro e piuttosto che sedersi e aspettare che il bambino finisse anche mia moglie si unì al coro!

Ma questo ancora non significava nulla per me, fino al mio incontro. Pietro, tra i suoi molti talenti, aveva anche quello di insegnare a suonare le campane della chiesa. In Inghilterra, il suonare delle campane ha un ruolo speciale. La campane non sono elettriche ma un fatto di forza muscolare. Le campane a Turvey sono piuttosto pesanti. La più pesante pesa circa 1.000 kg. Per suonarle hai bisogno di una certa forza. Come avrete notato, ho la stazza richiesta e dopo il mio incontro con Peter mi sono unito al gruppo di campanari. I campanari hanno una loro filosofia. La maggior parte dei suonatori campanari, suona prima della funzione della Chiesa e poi va via senza frequentare la funzione. Ma a Turvey era diverso, perché tutti i suonatori andavano in Chiesa dopo aver suonato e così ho fatto anch’ io.

Una cosa tira l’altra e sono stato cresimato con mio figlio all’età di 40 ed i miei incontri con Peter sono continuati, spesso davanti ad un bicchiere di whisky, e così ho scoperto la mia vocazione. In uno di questi incontri lui, mi ha chiesto se avevo mai pensato di diventare prete. Dopo aver smesso di ridere, ho cominciato a prendere in considerazione questa possibilità e all’età di 46 anni ho cominciato la formazione. Quando ho iniziato la formazione non ho smesso di lavorare a tempo pieno. Mi sono formato con altre undici persone, metà uomini e metà donne, e di un età compresa tra i quaranta e i sessanta anni. Questo non è raro ora. In St Albans il numero dei sacerdoti ordinati in età avanzata è spesso simile al numero a quelli che vengono al ministero a 25, 30 anni dal collegio teologico, quindi in questo senso penso di essere parte della soluzione. Diventando sacerdoti avanti negli anni siamo in grado di offrire una esperienza diversa.

Io ho anche detto che sono parte del problema perché, come è successo per me, nella Chiesa d’Inghilterra si tende a perdere i giovani durante l’adolescenza e raramente li rivedrai più fino a che i figli sono cresciuti.

Sposarsi e avere figli è molto più difficile ora di quanto non lo fosse prima. Siamo una nazione di aspiranti proprietari di casa e i prezzi delle case sono molto alti. La tradizione della madre che rimane a casa per badare ai bambini è rara oggi. Molte madri tornano al lavoro quando i loro figli hanno solo sei mesi o anche meno. Entrambi i genitori devono lavorare per pagare per l’asilo e per pagare la casa. A causa di ciò la domenica in Inghilterra non è più un giorno speciale. Molte attività per i bambini, come il calcio, la ginnastica, il nuoto, ecc ora si svolgono di Domenica mattina; quasi tutti i negozi sono aperti; gli eventi sportivi importanti si svolgono in questa giornata. Cinquant’anni fa le Chiese avevano poca concorrenza di Domenica, ora la concorrenza è tanta!

Se leggete la stampa popolare trovate titoli che dicono che la Chiesa d’Inghilterra è in declino terminale. A volte ammorbidiscono questa affermazione mettendo un punto interrogative alle fine.

E io posso capire perché credo che questo possa essere vero. Le statistiche preferite da questi giornali sembrano essere la frequenza usuale domenicale,

In tutta l’Inghilterra nei dieci anni dal 2000 al 2010 la frequenza usuale Domenicale per adulti è scesa da 878.000 a 784.000 un calo di circa il 12%, forse ancora più sconvolgente il numero di giovani che frequentano la Chiesa è sceso da 180.000 a 139.000. Questo è un calo di quasi il 20%.

Abbiamo un detto in inglese, “ci sono le bugie, le bugie peggiori e le statistiche.” Spero capiate il senso!

Io credo che il modo di fare culto nella nostra comunità e forse anche da voi sta cambiando. Alcuni anni fa, la maggior parte della gente andava alla messa quasi tutte le domeniche. Ma ora, in parte a causa delle pressioni sulle famiglie di cui abbiamo appena parlato, alcuni vanno ancora ogni settimana, altri ogni due, alcuni una volta al mese, altri di meno.

Anche se non c’è da essere ottimisti, credo però che il numero dei fedeli regolari è più alto rispetto a quello che le statistiche sembrano mostrare.

Vi è un altro dato statistico di cui vorrei parlarvi e per me questo è molto importante.

In mezzo a tutti questi risultati statistici c’è un altro numero per la nostra diocesi, che ci dice che tra il 2010 e il 2011 la frequenza abituale alla Domenica è sceso da 29.400 a 29.300, la frequenza settimanale però è passata da 37.400 a 38.500 con un incremento del 3%. Sempre più persone stanno venendo in Chiesa in giorni diversi. Devo dire che questo non avviene in tutte le diocesi, ma ben 17 hanno mostrato un aumento della frequenza settimanale.

Che cosa possiamo imparare da questo e come possiamo metterlo in pratica?

Nella nostro Parrocchia abbiamo messo in atto una serie di iniziative. Queste sono le principali:

Chiesa’ pasticciona.

I bambini in età di asilo e i loro accompagnatori si incontrano il lunedì in Chiesa durante il periodo scolastico. C’è collage a tema, giochi, canti, le storie della Bibbia raccontate e la preghiera. Forniamo anche il pranzo. Al momento abbiamo tra i venti e i trenta bambini che vengono ogni settimana

Meditazione Cristiana

Abbiamo una riunione ogni Lunedi sera per una meditazione Cristiana guidata. Molto frequentata da uomini d’affari stressati!

A meta settimana.

Comunione la mattina di Mercoledì e Giovedì, per chi preferisce la comunione più spesso e per coloro che non possono andare in chiesa di Domenica. E’ utile per chi lavora da casa

Il Gruppo Giovani

Il Gruppo Giovani si incontra mensilmente il Venerdì sera. Normalmente abbiamo una quindicina di giovani.

Funzioni pomeridiane

A causa di nostri impegni la domenica mattina, ora abbiamo funzione in alcune domenica al pomeriggio.

Compieta

Durante l’Avvento e la Quaresima abbiamo funzione ogni giorno a lume di candela alla otto di sera assistono tra dieci e 25 fedeli ogni sera.

Unione della mamma

Abbiamo un gruppo di madri che si incontrano in alcuni giovedì con una partecipazione di oltre trenta persone.

Gilda

Ogni Lunedi un gruppo di donne si incontrano per fare lavoretti da vendere per la Chiesa e per fare due chiacchiere!

Il risultato di queste iniziative è che ora, ci sono settimane in cui più persone frequentano la Chiesa nel corso della settimana che la Domenica. E ‘questo secondo voi il modo di diffondere il Vangelo? Beh, se questo è tutto ciò che facciamo, allora no, ma se lo usiamo come un modo di incontrare le persone e parlare con loro allora sì.

Vi è un grande interesse per le cose spirituali e non credo che sappiamo sempre sfruttare al meglio le opportunità. Basta guardare i negozi che vendono cristalli e simili per vedere questa fame di spiritualità. La “Chiesa pasticciona” può essere una delle poche volte che le giovani mamme hanno la possibilità di incontrarsi, la possibilità di indagare, e la possibilità di mettersi in discussione. Abbiamo bisogno di dare a tutte le persone nelle nostre parrocchie questa opportunità e questo significa uscire e incontrare la gente dove è, per fare sentire la gente accolta dalla chiesa.

Prima ho detto che quando ero stato a scuola, andavo in Chiesa, ma senza coinvolgimento. E mi lasciava freddo e annoiato. Avete sentito come attraverso l’incontro con un parroco sensibile, abbiamo iniziato un viaggio che ci ha portato qui oggi.

Ricordate come abbiamo iniziato.

“Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato: ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. Amen.”

Se vogliamo continuare a diffondere il vangelo allora penso che dobbiamo essere creativi e flessibili, abbiamo bisogno di fare della Chiesa il centro della comunità, in modo che siamo in grado di accogliere e incoraggiare tutti a seguire il cammino di Gesù Cristo e a trovare la vita eterna.