Pellegrinaggio ecumenico della Chiesa delle Marche

terra santa

Nell’ambito del programma annuale della Commissione Regionale per l’Ecumenismo e il Dialogo fin dall’inizio Mons Edoardo Menichelli Vescovo Delegato della Conferenza Episcopale Marchigiana aveva proposto un breve e intenso pellegrinaggio ecumenico nella Terra del Signore: ecumenico nei partecipanti e nello svolgimento con visite ai fratelli delle diverse confessioni che vivono nella Terra Santa.

Lo scopo del pellegrinaggio voleva essere quello di aiutarci a porre l’ecumenismo come priorità pastorale della evangelizzazione, essere un segno di unità con i cristiani di Terra Santa così provati, conoscersi tra noi e con i fratelli di diversa confessione per far nascere legami personali che permettano una vera fraternità tra le nostre Chiese, arricchirsi durante il pellegrinaggio della reciproca spiritualità a partire dalla divina Liturgia e dalla Liturgia delle Ore che a turno un rappresentante delle diverse Confessioni avrebbe presieduto e alla quale tutti i pellegrini avrebbero partecipato nel rispetto della disciplina in vigore.

Il nostro pellegrinaggio ecumenico nella terra del Signore, voleva rientrare in quei gesti concreti che fin dall’inizio del Pontificato ci aveva chiesto il Santo Padre Benedetto decimo sesto.

Il titolo del pellegrinaggio scelto dall’Arcivescovo e dai delegati “Volsero lo sguardo verso Colui che hanno trafitto” era un invito per tutti a mettersi in un atteggiamento di penitenza e di conversione volgendo insieme lo sguardo a Gesù che abbiamo trafitto anche con le nostre divisioni tra cristiani.

Come Icona biblica che facesse da sfondo al nostro pellegrinaggio abbiamo scelto il testo di Atti 1,12-14 “Allora fecero ritorno a Gerusalemme.. entrati in città, salirono al piano superiore, là dove incominciarono ad abitare in permanenza ed erano di casa.. e dove erano, tutti insieme, dediti alla preghiera unanime… insieme con le donne e con Maria, la madre di Gesù” Il Preside dell’Istituto teologico Marchigiano Prof. Agostino Gasperoni, benché impossibilitato a venire e rappresentato dal vice-preside dell’Istituto, ci ha donato una riflessione biblica sul testo di Atti che ci ha accompagnato nella preparazione e durante il pellegrinaggio.

Prima della nostra partenza tutte le case contemplative della nostra regione hanno ricevuto una lettera dell’arcivescovo in cui invitava a pregare, durante i giorni del pellegrinaggio, per l’unità e la riconciliazione tra i cristiani . Molte comunità hanno risposto all’invito dimostrando una grande partecipazione e sensibilità ecclesiale.

Erano stati invitati a partecipare al pellegrinaggio ecumenico i nostri Vescovi, i delegati diocesani per l’Ecumenismo e i loro collaboratori nella Commissione ecumenica Diocesana, i sacerdoti e i pastori delle Chiese cristiane presenti in regione e quelli con cui da anni abbiamo avviato legami fraterni tra parrocchie cristiane geograficamente lontane in ambito europeo. Molti degli invitati che non hanno potuto essere presenti, a partire dai nostri vescovi diocesani, si sono detti spiritualmente con noi ed anche il Vescovo Anglicano di St Albans Christopher Herbert che con una lunga lettera ha motivato la sua impossibilità e ha inviato una sua delegazione e il Vescovo Romeno Ortodosso S.E. Laurentiu Streza che proprio alla vigilia della partenza è stato raggiunto dalla nomina a Aricivescovo Metropolita di Sibiu in Romania. ( A Sibiu nel settembre 2007 si celebrerà la terza assemblea ecumenica europea dopo Basilea e Graaz.) S.E.Mons. Vincenzo Paglia ,Presidente della Commissione CEI per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso in una lettera all’arcivescovo ci ha dato il suo incoraggiamento e i suoi suggerimenti.

L’organizzazione tecnica del pellegrinaggio è stata affidata all’opera Romana Pellegrinaggi attraverso diversi collaboratori ed con la presenza al pellegrinaggio di Mons Eligio Gosti; alla organizzazione pastorale hanno collaborato direttamente l’Arcivescovo, il Metropolita ortodosso che ha preso i contatti con la sua Chiesa in Gerusalemme, Fratel Tommaso, della piccola Famiglia dell’Annunziata di don Dossetti che ha reso possibili gli incontri con le varie comunità cristiane che vivono in Terra Santa.

Il primo giorno (e il Verbo si è fatto carne) era dedicato al mistero della Incarnazione del Signore avendo Nazareth come prima tappa. Vi siamo giunti in serata e, ancor prima di entrare nella basilica dell’Annunciazione, ci siamo incontrati con Padre Elie Korzum del Patriarcato latino e con il Gruppo Ecumenico As Sabil ,un gruppo di laici di varie confessioni cristiane che ci hanno parlato della vita dei cristiani a Nazareth. Un incontro sincero e toccante e ci siamo lasciati con il desiderio di continuare il dialogo e l’amicizia.

Il secondo giorno ( si diresse decisamente verso Gerusalemme) aveva come meta quella di realizzare un dialogo spirituale tra i partecipanti attraverso i vari momenti di preghiera nei santuari della Galilea. Al mattino nella basilica dell’Annunciazione abbiamo celebrato l’Eucaristia con il rito cattolico presieduta da Mons Menichelli. Nella riflessione introduttiva al pellegrinaggio l’arcivescovo ha invitato tutti i partecipanti a vivere il pellegrinaggio in un silenzio adorativo fatto di meraviglia di fronte al mistero e di obbedienza al Signore nella libertà del cuore ad imitazione della Santa Famiglia di Nazareth. Dopo una breve visita a Nazareth siamo saliti al monte Tabor dove ci siamo fermati per il pranzo con i padri francescani. Nella Chiesa della Trasfigurazione la revd. Iules Cave della Comunione Anglicana ha introdotto la preghiera ecumenica riflettendo sul significato che oggi può avere per il cristiano la trasfigurazione invitandoci ad innalzare l’esperienza umana nel contesto della vita e della morte di Gesù per scoprire che ogni situazione viene come trasfigurata se vista alla luce del Signore. Alla Chiesa delle Beatitudini abbiamo celebrato i Vespri secondo il rito cattolico contemplando il lago così caro al Signore.
A Cafarnao, davanti la casa di Pietro , padre Joan Tobà, il sacerdote ortodosso che vive in Ancona, ha collegato i nostri passi di pellegrini a quelli di Gesù per le strade della Galilea ; anche noi inviati ad annunciare il vangelo dopo essere stati guariti dalle ferite delle nostre divisioni che vorremmo insieme cercare di superare. Siamo giunti in tarda sera a Gerusalemme dove avremmo dovuto incontrare ( per un disguido non è stato possibile) Abuna Rafic del Patriarcato latino che ha curato il Sinodo di quella Chiesa e il gruppo ecumenico Al Liqa con il quale intendiamo riprendere i contatti dopo il nostro ritorno.

Il terzo giorno (sarete miei testimoni in Gerusalemme) era incentrato sulla contemplazione del mistero pasquale del Cristo. All’alba i sacerdoti cattolici hanno celebrato nella edicola del Santo Sepolcro e poi con tutti i partecipanti hanno assistito alla divina liturgia nella Chiesa romeno ortodossa in Gerusalemme. L’archimandrita ha fatto il parallelo fra noi pellegrini verso al Sepolcro e le donne che il giorno della resurrezione sono andate per ungere il Signore. Subito dopo siamo stati ricevuti al Patriarcato greco ortodosso e il Vicario del Patriarca si è intrattenuto a lungo con noi parlandoci della situazione della Chiesa in Gerusalemme. Un incontro in cui abbiamo percepito anche le difficoltà che quella Chiesa stava attraversando in quei giorni. Siamo poi partiti per il monte degli Ulivi e dopo il pranzo siamo discesi a piedi in pellegrinaggio verso la città santa dove siamo entrati per percorrere la via Crucis e giungere insieme alla Basilica del Santo Sepolcro .
Subito dopo siamo stati ricevuti dal Cardinal Carlo Maria Martini e nell’incontro cordialissimo ci ha parlato di Gerusalemme come una città da leggere sotto la superficie. Gerusalemme non è solo città del contrasto ma è anche città di preghiera, di dialogo inter-religioso, di carità. Lo Spirito Santo lavora e noi dobbiamo far sì che da parte nostra non si mettano ostacoli. Subito dopo cena siamo tornati al Getzemani per una veglia ecumenica di preghiera attorno alla pietra che ricorda l’agonia di Cristo. Fratel Daniel, della comunità di Bose, meditando Gv. 17,11 si è fermato sulle parole di Gesù “Padre Santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola , come noi “leggendole come un combattimento a favore dell’unità dei suoi. Gesù chiede “ e ottiene “ che i suoi vivano all’interno dell’amore trinitario, unico luogo dove esista davvero l’unità.

Il quarto giorno (Betlemme e la Radice Santa di David) è iniziato con la Liturgia anglicana alla quale abbiamo assistito. Nell’omelia Rev.Jules Cave pensando che di lì a poco saremmo giunti a Betlemme ci ha esortati a ‘partorire’ il Verbo di Dio al mondo: non deve rimanere dentro il nostro grembo, nella nostra mente. Il mondo di oggi ha sempre più bisogno di Cristo. Come Maria possiamo accogliere, meditare e far crescere la Parola dentro di noi. e finalmente partorirla per il mondo con la preghiera,le opere di bene. Santa Teresa D’Avila dice che Dio non ha piedi in questo mondo se non i nostri, nessuna bocca per parlare se non la nostra.., forse si può aggiungere che Dio non ha un grembo accogliente dal quale nascere nel nostro mondo di oggi, se non il nostro!
Dopo uno sguardo veloce al Museo dell’Olocausto siamo arrivati a Betlemme dove ci attendevano insieme il parroco ortodosso e cattolico che ci hanno subito immersi nei problemi ma anche nelle attività caritative e di collaborazione per la formazione all’apertura religiosa e umana dei giovani di Betlemme. Visita e preghiera personale alla Basilica della Natività e poi in Gerusalemme l’incontro con il Patriarca Latino S.B.Michel Sabbah.
Il Patriarca ci ha riportato alla dimensione delle radici cristiane di Gerusalemme che stentano ad essere notate fra i problemi del conflitto israelo palestinese e che anche noi pellegrini possiamo aiutare a mettere in evidenza. Poi siamo andati alla Nunziatura Apostolica per incontrare S.E.Mons Pietro Sambi che ci ha accolti e ci ha fatti sentire a casa e ci ha detto della sua gioia di incontrare per la prima volta un gruppo ecumenico pellegrino tra i cristiani e le Chiese di terra santa. Ci ha ricordato, attraverso alcune parole della Pacem in Terris, quale sarà a suo avviso la via maestra da seguire per vivere in pace e per attuare strade di riconciliazione tra i cristiani che rappresentano il due per cento della popolazione. Nella cappella della Nunziatura abbiamo celebrato i Vespri secondo la tradizione anglicana guidati dal rev John Williams.
Tornati in albergo dopo cena avevamo molti ospiti ad attenderci tra cui due focolarini che abitano a Gerusalemme e il Gesuita Padre David Neuhaus( ci è dispiaciuto moltissimo non aver potuto ascoltare per ragioni di tempo la sua testimonianza di ebreo divenuto cristiano e del suo attuale ministero) che è venuto con il suo amico ebreo Dr Ofiri Arden insegnante di Bibbia che ci ha parlato su come oggi la Bibbia è considerata nella società ebraica . Per ultimo e con grande passione abbiamo ascoltato il dr. Munib A. Younan, Vescovo Luterano di Gerusalemme ci ha aperto uno spiraglio sulle grandi difficoltà della sua Chiesa e delle Chiese cristiane tutte

Il quinto giorno ( un solo pane, un solo corpo )era praticamente il nostro congedo e dopo la visita al Cenacolo, nella Eucaristia in rito cattolico celebrata al Cenacolino,Mons. Menichelli ci ha suggerito delle riflessioni conclusive partendo da quel luogo dove c’è una presenza sempre viva della bellezza.
Ci ha esortati a rileggere il nostro pellegrinaggio nello stile di Dio, ad imparare da Dio il metodo della essenzialità, dell’andare leggeri,senza appesantirci.
Fratel Tommaso che ripartiva per la sua Giordania si è congedato da noi confidandoci che aveva scelto il nome di Tommaso perché chi ha potuto stendere la mano nelle piaghe di Gesù avrebbe potuto istruirlo sulla compunzione, e sulla la penitenza e ci ha esortati a non aver paura delle nostre debolezze anche come chiesa perché radicati nella misericordia possiamo osare molto. Abbiamo poi scritto il messaggio finale del pellegrinaggio da consegnare a tutti i sacerdoti delle Marche al nostro ritorno. Ognuno ha potuto poi esprimere una sua valutazione ed insieme abbiamo ringraziato l’Arcivescovo Menichelli per il dono della sua intuizione e della sua presenza tra noi!

Messaggio alle nostre Comunità Cristiane
dai partecipanti al pellegrinaggio ecumenico nella Terra del Signore

Noi Delegati degli Uffici per l’Ecumenismo e il Dialogo delle Diocesi delle Marche e Rappresentanti della Confessione Romeno Ortodossa e della Comunione Anglicana, accompagnati da S.Ecc.za Mons. Edoardo Menichelli, Arcivescovo di Ancona e Osimo e Delegato per l’Ecumenismo della Conferenza Episcopale Marchigiana, ci siamo riuniti in pellegrinaggio ecumenico con il desiderio di riconoscere in Gesù il nostro unico Signore poiché crediamo che non c’è altro nome dato agli uomini in cui possiamo essere salvati. Abbiamo assieme rivolto lo sguardo a Colui che abbiamo trafitto con le nostre divisioni e ci siamo ritrovati più vicini nella accettazione rispettosa delle nostre differenze.

Siamo consapevoli che una nuova evangelizzazione esige che noi tutti camminiamo verso l’unità che il Signore Gesù ci ha lasciato come suo comandamento. Sulla scia della Charta Oecumenica riteniamo di poter fare assieme tutto quello che non è impedito dalla nostra coscienza e dalla disciplina delle nostre comunità di appartenenza.

Siamo allora tornati insieme a Gerusalemme dove il Signore Gesù morto e risorto ci ha amati fino al segno supremo e ha fatto di tutti noi la sua Sposa nell’attesa del Suo Ritorno. Nella Città Santa siamo giunti con il desiderio di rinnovare i nostri cuori e con la disponibilità alla penitenza e alla conversione.

E’ stato importante per noi riconoscere i doni spirituali delle diverse tradizioni cristiane, imparare gli uni dagli altri e accogliere i doni gli uni degli altri a partire dalla ricchezza delle proprie tradizioni liturgiche e dalla conoscenza dei testimoni della fede che hanno impreziosito le nostre comunità, poiché nei santi e nei martiri le nostre Chiese sono già unite.

Siamo stati perseveranti e unanimi nella preghiera. Abbiamo in tanti luoghi ascoltato insieme la Parola di Dio e la grazia dello Spirito Santo ha operato in noi e ha resa più profonda la comunione spirituale tra le nostre comunità. Anche la sofferenza di non poter vivere pienamente la condivisione eucaristica, ha rafforzato la nostra preghiera per l’unità visibile della Chiesa di Cristo.

In questi giorni abbiamo cercato di annunciare insieme il Vangelo e ci impegniamo a farlo anche nella nostra regione e nelle nostre comunità, condividendo tutte le opportunità in cui è possibile esprimere il comune servizio della evangelizzazione, a partire dalla prossima settimana per l’unità dei cristiani. Attraverso più stretti rapporti personali si è accresciuta la stima tra tutti noi e ci impegniamo a tenere vivi i contatti nati in questi giorni con i tanti gruppi di cristiani residenti in Terra Santa.

A partire dalla nostra esperienza, avvertiamo che i pellegrinaggi ecumenici nella Terra del Signore e nei luoghi più significativi delle nostre chiese, possono diventare incontri di fraternità percorribili dai cristiani che ricercano cammini di riconciliazione, ispirandoci alla spiritualità della “Charta Oecumenica” che nel 2001 le Chiese d’Europa si sono date come punto di partenza condiviso .

Il ritorno a Gerusalemme è stato per noi anche il ritorno al grembo della nostra Chiesa Madre di cui vorremmo non lasciare cadere il ricordo e mettere al di sopra di ogni nostra gioia (salmo 137,6). Noi che tutti siamo nati in essa (salmo 87,5) l’abbiamo in questi giorni salutata e riconosciuta singolarmente congiunta all’offerta sacrificale di Gesù e per questo seminatrice del Seme “che cresce da sé” (Mc. 4,28).

Nella quotidiana convivenza con gli altri figli di Abramo, la Chiesa madre di Gerusalemme ci si è mostrata come umile spigolatrice di quel che nel mondo lo Spirito semina e suscita, “tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode” (Fil. 4,8).

partecipanti

S.E.Mons Edoardo Menichelli Arcivescovo di Ancona e Osimo, delegato CEM per l’ecumenismo e il Dialogo

S.E. Dr .Laurentiu Streza
Vescovo Romeno Ortodosso di Caransebes –RO
La diocesi ortodossa di Caransebes è ‘gemellata’ con Fano e Pesaro

Alexandra Scharp
Giovane della Comunione Anglicana
Coordinatrice gemellaggio cattolico – anglicano
alexandrasharp@hotmail.com

Padre Joan Toba
Sacerdote romeno ortodosso della Metropolia di Parigi del Patriarcato di Bucarest- Parroco in Ancona

Don Gesualdo Purziani
Delegato della Diocesi di Senigallia per L’Ecumenismo e Vicario Episcopale per le Comunicazioni Sociali.Tel. 335.5952418 – 071.7931007 – fax 071.7929393 – dongesualdo@virgilio.it

Maria Grazia Guidi
Membro della Commissione Diocesana Ecumenica – Senigallia
Tel. 335.1209189

Quintiliano Mencucci
Membro della Commissione ecumenica diocesana – Senigallia
Tel. 338.6739345

Rev John K. Williams
Sacerdote della Chiesa Anglicana di ST Albans. Gemellato con la parrocchia Santa Famiglia Fano
69 Havers Lane,Bischop’s Stortford.CM23 3PA

Rev. Jules Cave
Sacerdote della Chiesa Anglicana di Londra e responsabile dei gemellaggi ecumenici con la metropolia di Pesaro
Address: St. John’s House
St. John Wood-High Street – London NW8 – 7NE
Phone: 0207 449 9681

Cippitelli Sandro
Responsabile del Gris di Macerata e membro della Pastorale della Famiglia

Don Vincenzo Solazzi
Responsabile Commissione Ecumenica Diocesi di Fano
Coordinatore Regionale della Pastorale Ecumenica
donvincenzo@santafamiglia.info

Antonella Gennari
Diocesi di Pesaro
tonigenna@libero.it

Fratel Tommaso( Don Romolo Pernacchia)
P.O..Box 9-Ma’in-MADABA-(Giordania)
Phone 009628 541207

Don Valter Pierini
Arcidiocesi di Ancona- Parroco di Tavernelle
pierinivalter@libero.it

Don Isidoro Lucconi
Arcidiocesi di Ancona – Parroco di San Paolo

Enzo Rossi
Diacono della Chiesa di Fano, responsabile della Commissione Ecumenica parrocchiale -Santa Famiglia

Roberta Ansuini e Rodolfo Meletti
Giovanissimi sposi. Operatori della pastorale giovanile – Parrocchia S.PioX – Fano
pettirobi@alice.it

Grazioli Argeo (Padre Valerio Capp)
Responsabile della mensa Padre Pio e della Cappellania ecumenica –san Paterniano

Irene Maria Cavalli
Responsabile ‘Cttedra dei non credenti’ – Diocesi di Fano

Margherita Palazzi
Centro Vocazionale -Diocesi di Pesaro

De Blasi Elisabetta-Mario BattistoniParrocchia Santa Famiglia Fano

Don Gianni Paioletti
Responsabile Casa di Spiritualità villa San Biagio
Sacerdote orionino missionario in Madagascar

Don Mario Ramaccioni
Diocesi di Macerata

Borocci Manuela
Commissione Ecumenismo Docesi di Fano

Carla Pandolfi
Commissione Ecumenismo diocesi di Urbino
c.pandolfi.asl2@regione.marche.it

Don Giorgio Paolini
Delegato per l’Ecumenismo e il Dialogo- Diocesi di Pesaro
e coordinatore della Metropolia di Pesaro Fano Urbino
giorpao@davide.it

Romano Maddalena
Membro della Commissione Diocesana di Pesaro e Segretaria dell’ufficio ecumenico della Metropolia
milenazifa@libero.it

Oscar Gabbani
Membro della Commissione Diocesana Ecumenismo- Pesaro
biogeo@tiscali.it

Costantin Cornis
Diacono della Chiesa Romena ortodossa di Parigi
Collaboratore della Prrocchia romeno ortodossa Ancona

Don Vincenzo Tassi
Delegato della Commissione Diocesana Ecumenismo e Dialogo- Ascoli Piceno

Tassi Antonia
Membro della comunità Sant’Egidio- Roma

Don Eugenio Giorgini
Responsabile Migrantes -Parroco di Sterpeti Diocesi di Fno

Silvi Maria
Parrocchia Santo Stefano – Ascoli Piceno

Paolo Matcovich
Responsabile della Commissione Diocesana ecumenismo di Macerata

Don Mario Florio
Docente di Sacramentaria
Vice Preside Istituto teologico Marchigiano.Ancona
meteoflor@tin.it

Don Giuseppe Righi
Delegato commissione ecumenica diocesana- Urbino
peppinocalpino@virgilio.it

Suor Pinto Gelsomina
Suora delle Discepole di Gesù Eucaristico.Roma

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *