9 agosto 2016 – I giovani di alcune parrocchie marchigiane hanno incontrato i giovani europei del meeting ecumenico a Montorso (foto)

Festeggiata la Pasqua Ortodossa

PRESENTI ANCHE DELEGAZIONE CATTOLICA DI PESARO E FANO

Domenica 1° maggio si è celebrata, nella piccola chiesa della parrocchia ortodossarumena di S. Joan de la Prislop, in località strada delle Marche tra Pesaro e Fano, la S. Pasqua ortodossa che di solito si celebra a distanza di un mese circa da quella cattolica.

Padre Constantin Cornis ha officiato la celebrazione alla presenza di numerosi credenti ortodossi e dl alcuni rappresentanti provenienti dalle parrocchie del porto e della cattedrale di Pesaro e di Fano. La celebrazione è stata molto intensa e toccante. Padre Constantin ha pronunciato diverse preghiere in italiano consentendo così di comprendere meglio la liturgia. Al termine ha distribuito ai presenti un piccolo contenitore con del vino e un pezzetto di pane, specificando che non si trattava della comunione ma di un Segno Santo nel giorno della Santa Pasqua.

Dopo aver scambiato i saluti con i fedeli presenti e con padre Constantin, la rappresentanza ecumenica si è ritrovata lunedì 2 maggio per la prosecuzione dei festeggiamenti e nella santa Liturgia alle ore 9 con la partecipazione di diversi Sacerdoti della nostra diocesi. Martedì 3 in concelebrazione con tutti i Sacerdoti ortodossi e rumeni provenienti da Marche e Abruzzo abbiamo vissuto di nuovo la divina Liturgia. Buon ecumenismo a tutti!.

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Da  “Il Nuovo Amico”, Edition 8/5/2016

Chiese Cristiane delle Marche a Fiastra

Domenica 10 aprile presso l’abbazia cistercense di Fiastra i cristiani delle Marche di tutte le denominazioni (cattolici, ortodossi, valdesi, metodisti, avventisti, battisti) si sono ritrovati per fare una “cammino” all’interno del parco che circonda l’abbazia. Il cammino è stato punteggiato da tre pause contemplative evidenziate rispettivamente dagli ortodossi, dai riformati e dai cattolici.

E’ seguita una preghiera ecumenica conclusiva arricchita da un breve commento del monaco cistercense che aveva seguito tutto il cammino.

L’eccezionalità dell’avvenimento è stata evidenziata da una targa che è stata scoperta all’esterno della porta laterale dell’abbazia. La gioia di tutti e la voglia di ritrovarsi è stata espressa dal Padre Ortodosso Serafino Corallo presidente delCCCM (Consiglio Chiese Cristiane delle Marche) che si è augurato che l’incontro potesse ripetersi ogni anno magari in altri luoghi significativi della nostra regione. La consapevolezza di tutti è stata che siamo in cammino veramente e che domenica è stata una tappa significativa di questo cammino fra i cristiani della regione.

Da “Il Nuovo Amico”, Edition 1/5/2016

Un passo importante per l’Unità delle Chiese

Sull’evento avvenuto a Cuba il nostro giornale ha Intervistato Padre Costantino che attualmente guida la comunità della Chiesa Ortodossa Rumena in Italia

Padre Costantino, come sacerdote della chiesa ortodossa di Romania, quali emozioni hai sperimentato di fronte all’evento storico dell’incontro a Cuba tra Papa Francesco e il Patriarca della Chiesa ortodossa russa Kirill?

L’incontro storico tra Papa Francesco e il Patriarca Kiril esprime molto sul modo in cui Dio opera nel mondo; è il primo tra il capo della Chiesa Cattolica Romana e il Patriarca della più popolata chiesa ortodossa al mondo (circa 130 milioni di fedeli sul totale dei 250 milioni di cristiani ortodossi nel mondo) dal grande Scisma tra Roma e Costantinopoli accaduto nel 1054. Si devono seguire, per avere un’immagine completa, i discorsi dei due leader nei loro viaggi in America Latina e nello stesso tempo si deve avere pazienza per conoscere l’impatto di questo importante incontro nei colloqui che seguiranno (e dovrebbero seguire!). Sono convinto che nel futuro questo tipo di incontri porteranno frutti, che nell’operato di Dio a favore della pace e della libertà umana, i cristiani di tutto il mondo e di tutte le confessioni devono essere parte attiva. E’ chiaro, una volta di più, che per poter pensare il futuro del mondo, bisogna utilizzare tutte le energie umane a favore di una vera comunione cristiana, comunione che è necessaria e fondamentale nell’attuale situazione geopolitica del nostro mondo. Per l’unità delle chiese questo potrebbe essere un passo importante; abbiamo di fronte un lungo camino che tutti speriamo di superare nel modo migliore possibile, non solo perché dobbiamo, ma soprattutto perché questa è la volontà del Signore.

Un simile gesto, negli anni novanta, è stato realizzato con l’incontro tra il Papa Giovanni Paolo II ed il Patriarca rumeno Teoctist, un primo passo, estremamente importante, ma purtroppo non abbastanza apprezzato e correttamente valutato fino ad oggi. Si era dimostrato che l’amore può tutto, il Papa venendo allora all’incontro della apostolica sorella Chiesa Ortodossa Rumena. Ancora risuonano vivamente nella memoria le parole di un intero popolo, in stragrande maggioranza ortodosso, che dopo centinaia di anni di divisioni voleva veramente vedere vivere tutti come fratelli: “Unitate, Unitate!”. E non dobbiamo dimenticare che, sempre sulla terra rumena, nel 2007 a Sibiu, ha avuto luogo la terza Grande Assemblea Ecumenica che si è svolta sul segno del più bello e chiaro dialogo tra le chiese.

Quali aspetti della Dichiarazione comune sottoscritta a Cuba dal Papa e dal Patriarca ti senti di commentare?

I principali punti della Dichiarazione comune sottoscritta a Cuba alla fine del primo incontro tra i leader delle due grandi confessioni cristiane dopo quasi mille anni sono l’Unità dei cristiani, la loro persecuzione oggi, la libertà religiosa in Europa, la situazione dell’Ucraina, i conflitti e il terrorismo, i migranti e l’illegalità, la famiglia e il matrimonio, l’aborto e la fine della vita.

Il Papa e il Patriarca russo si sono mostrati particolarmente toccati dalla perdita dell’unità tra i cristiani e si sono pronunciati per la riabilitazione di questo doloroso inconveniente che riguarda tutti. Hanno affermato con forza, in piena conoscenza dei numerosi ostacoli da superare, che esiste la massima volontà di passare oltre, e tutti noi siamo pieni di speranza che questo incontro possa contribuire a ristabilire questa santa Unità desiderate dal Nostro Padre celeste.

Un altro punto molto caldo e particolarmente doloroso mi è sembrato la loro determinazione di lavorare insieme, facendo un appello alla comunità internazionale, per impedire con azioni urgenti la continua persecuzione dei cristiani del Medio Oriente, dove la violenza ha portato alla distruzione delle città, delle case e delle famiglie, lasciando milioni di persone senza un tetto e senza risorse, senza storia e senza futuro.

In relazione al prossimo Sinodo panortodosso come valuti l’evento accaduto a Cuba?

Il prossimo Sinodo Panortodosso sarà un’altra storia. Una cosa tutta diversa, fortemente desiderata! Tutti sperano in un incontro speciale che possa raggiungere risultati positivi, molto positivi. Sarà l’incontro delle sorelle “autocefale”, uguali come importanza anche se alcune molto piccole in numero di fedeli.

Saranno per lo più questioni amministrative, perché nel mondo ortodosso si vive da sempre di unità e di piena comunione. Si dovrebbero sedere tutti al tavolo e ribadire la grande voglia di volersi bene, di amarsi e sostenersi, di capirsi gli uni gli altri, in ogni singola situazione. E di andare avanti nonostante tutto! L’incontro di Cuba potrà servire, dovrebbe servire, come esempio, come modello di umiltà e di desiderio di condividere tutto con il fratello, il prossimo.

E di imparare che nell’amore non esiste mai la volontà propria, ma la volontà di tutti: soprattutto la volontà del Padre celeste, come ci ha insegnato il Signore Gesù Cristo “sia fatta la Tua volontà”, sempre nello Spirito Santo!

Intervista a cura di D. Mario Florio

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Padre Constantin-Dumitru Cornis

Chiesa Ortodossa Rumena in Italia Parrocchia “San Giovanni da Prislop”- Pesaro

da Il Nuovo Amico, Edition 21/2/2016

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

IL PRIMO INCONTRO SI È TENUTO A MAZZAFERRO
URBINO – La celebrazione della Settimana di preghiera per l’unità dei Cristiani si è svolta quest’anno dal 18 al 25 gennaio, secondo la data proposta nel 1908 da padre Paul Wattson, perché compresa tra la festa della cattedra di san Pietro e quella della conversione di san Paolo. Lunedì 18 nella struttura polivalente della parrocchia di Mazzaferro, si è tenuta una Veglia di preghiera per l’unità dei Cristiani guidata da don Fabio Pierleoni delegato diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, con la partecipazione di mons. Agostino Venturi parroco di Santa Maria de Cruce in Mazzaferro e di Anna Adelfa Sesse, presidente del consiglio della Chiesa Valdese di Rimini e Diaspora Romagna – Marche. All’incontro ha preso parte il Coro di Mazzaferro diretto da Odette Travaglini che ha sottolineato con alcuni canti, i momenti più significativi della celebrazione. All’inizio c’è stata l’entrata in processione verso l’altare portando la Bibbia, il cero pasquale e del sale. Don Fabio ha letto il canto d’ingresso, ricordando le parole di Pietro:”Ma voi siete la gente che Dio si è scelta, un popolo regale di sacerdoti, una nazione santa, un popolo che Dio ha acquistato per sé, per annunziare a tutti le sue opere meravigliose. – aggiungendo che – Quest’anno preghiamo insieme ai cristiani della Lettonia, che hanno preparato questa celebrazione nella speranza che noi possiamo crescere bella comunione con il nostro Signore Gesù Cristo e con tutti i fratelli e le sorelle che aspirano all’unità”. Sono seguite la Preghiera di invocazione allo Spirito Santo, le Preghiere di riconciliazione, la Proclamazione della Parola di Dio, con letture tratte dal Libro del Profeta Isaia (55, 1-3), dal Salmo 145 (144) 8-9, 15-16; 17-18, dalla Prima Lettera di Pietro (2, 9.10), dal Vangelo di Matteo (5, 1-16). L’omelia è stata tenuta dal parroco don Agostino. La celebrazione è proseguita con il Rito di impegno ad essere sale e luce, con le Preghiere di speranza, lo Scambio della pace, la Benedizione e il congedo. Al termine è stata pronunciata la Preghiera per l’Unità dei Cristiani.

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Concluse a San Francesco le celebrazioni per l’unità

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URBINO – Sei delegazioni di chiese cristiane hanno partecipato domenica alla giornata conclusiva della Settimana di Preghiera per l’unità dei cristiani tenutasi nella monumentale Chiesa di San Francesco ad Urbino. Con SE mons. Giovanni Tani, arcivescovo di Urbino – Urbania – Sant’Angelo in Vado erano presenti Colin Scoot, rappresentante della Chiesa anglicana, della parrocchia di Sharndrook (diocesi di Albans), gemellata con la parrocchia di Calpino; padre Victor Ciloci, del patriarcato ecumenico di Costantinopoli, parroco della parrocchia ortodossa di San Sergio; padre Kostantin Cornis, della Chiesa ortodossa, patriarcato della Romania; Adelfia Sessa, presidente del consiglio della Chiesa Valdese di Rimini e Diaspora Romagna – Marche; Egidio Martufi, pastore della Chiesa evangelica di Urbino. La veglia ha seguito il rituale dell’incontro già effettuato a Mazzaferro con il canto d’ingresso, la preghiera di invocazione allo Spirito Santo, le preghiere di riconciliazione, la proclamazione della Parola di Dio, il rito di impegno ad essere sale e luce della terra, le invocazioni di speranza, lo scambio della pace, la benedizione ed il congedo. L’omelia è stata tenuta dal pastore Martufi, il quale ha sottolineato il significato del valore comune del Battesimo e della Parola di Dio manifestata attraverso la Bibbia, quali autentici fondamenti dell’unica fede in Cristo. Non dimentichiamo che, prima di “amare i suoi fino alla fine”, Cristo aveva invocato l’unità della Chiesa, attraverso la celebre invocazione al Padre “ ut unum sint”, “che siano una cosa sola”! Intenso e suggestivo il momento in cui i rappresentanti delle sei delegazioni sono scesi verso l’assemblea e, preso ciascuno un pane, lo hanno distribuito ai fedeli presenti. Questo gesto ha preso spunto da una tradizione lettone, in cui il pane, soprattutto quello scuro, è simbolo di ospitalità. Quando le persone si trasferiscono in una nuova casa, gli amici spesso portano in dono una pagnotta di pane scuro, sulla cui crosta è stato sparso del sale in forma di croce, segno di benedizione. Il gruppo ecumenico lettone ha invitato i cristiani del mondo ad imitare questo gesto di ospitalità durante il momento di condivisione al termine della celebrazione. Era viva e palpabile nei presenti la percezione di essere in comunione con i credenti che pregano nelle altre parti del mondo per costruire una più grande e visibile unità della Chiesa di Cristo.

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Accoglienza, confronto, valorizzazione delle varie tradizioni religiose

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URBINO. Quest’anno in Urbino è stata la Parrocchia di Mazzaferro ad aprire la celebrazione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Un gruppo di persone, provenienti anche da altre comunità, insieme al Coro parrocchiale ha partecipato all’iniziativa. Molti sono i tentativi e le esperienze ecumeniche per passare da un ecumenismo di specialisti ad un ecumenismo di popolo. Negli ultimi tempi sono stati fatti progressi, ma le nostre comunità parrocchiali stentano ancora a sentire l’ecumenismo come una dimensione importante del Chiesa. Il Concilio già da cinquant’anni fa affermava che la Chiesa è segno e strumento di unità con Dio e di unione di tutto il genere umano. Gli uomini sono sempre più strettamente congiunti da vari vincoli sociali, tecnici e culturali, ma la piena unità in Cristo è ancora lontana. Il movimento ecumenico è un cammino di comunione tra tutti coloro che si riconoscono in Cristo, ha una storia abbastanza lunga, anche se procede lentamente. Questa ricerca di unità non significa esclusione, ma reciproca accoglienza, serio confronto e valorizzazione delle diversità culturali e religiose.

La storia recente è ricca di incontri a tutti i livelli: pensiamo all’incontro di preghiera voluto da Papa Giovanni Paolo II ad Assisi nel 1986 per tutte le confessioni religiose sparse nel mondo. La pratica dell’ecumenismo è un coraggioso cammino di “conversione” che fa parte della nostra vocazione cristiana. Per questo sono da promuovere queste esperienze ecumeniche nelle nostre comunità parrocchiali. In tal senso cresce la consapevolezza che tutti siamo chiamati alla comunione, nonostante le differenze che dividono le chiese in tanti ambiti (bioetica, matrimonio, sacerdozio, papato, liturgia ecc..). L’importante è riconoscere umilmente i propri limiti, consapevoli che ciò che ci manca possiamo trovarlo negli altri,ricordando però che ciò che ci accomuna tutti nella fede è la Parola di Dio e il Battesimo. Il Papa negli incontri con varie comunità religiose sta testimoniando in maniera forte che la diversità è una ricchezza e che di questa diversità si può beneficiare per migliorare la vita di ognuno e dell’intera società.

Don Agostino Venturi

AL CONVENTO DELLE SUORE CLARISSE DI URBINO

Incontri ecumenici di studio biblico

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URBINO. È giunta al suo terzo anno di vita l’esperienza portata avanti da un gruppo di credenti, appartenenti a diverse Chiese cristiane, di incontrarsi mensilmente per studiare insieme la Bibbia. Gli incontri si tengono presso l’ultimo venerdì di ogni mese e gli studi sono curati a turno da esponenti delle Chiese Cattolica, Ortodossa, dei Fratelli e Valdese. Le suore stesse arricchiscono con la loro gradita part

L’importanza dell’iniziativa va oltre l’esperienza della lettura e dello studio della Bibbia, cosa assolutamente fondamentale per ogni credente, ma che potrebbe avvenire anche in altri ambiti e in altri modi. L’esperienza è aperta a tutti coloro che desiderano partecipavi per vivere la testimonianza della comunione. Perché come dice Giovanni: “In quel tempo Gesù, alzati gli occhi al cielo, pregò dicendo: “non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa, come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato. E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me”. Gesù ha pregato per l’unità e l’amore tra noi la notte prima di morire. Al termine dell’incontro, quando ci prendiamo per mano e recitiamo il padre nostro, preghiamo con Gesù per l’unità dei cristiani e preghiamo lo Spirito Santo che guidi tutti noi in questo cammino di unità. I prossimi incontri si terranno: il 29 gennaio, il 26 febbraio, il 18 marzo, il 29 aprile, il 27 maggio ed il 24 giugno.ecipazione ogni incontro. Dopo aver riflettuto sui libri dei profeti Amos e Michea, quest’anno il gruppo ha deciso di cimentarsi con l’Epistola ai Romani. Testo molto impegnativo e denso di spunti di discussione e riflessione.

Adelfia Sessa

Da Il Nuovo Amico, Edition 2/2/2016

La diversità diventa ricchezza

FIRMATO IL GEMELLAGGIO TRA CHIESA DI SVEZIA E DUE PARROCCHIE FANESI

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FANO – Si è svolta sabato 23 gennaio in Cattedrale la Veglia Ecumenica, con le varie realtà ecumeniche gemellate o presenti nel territorio diocesano e i tanti fedeli della Diocesi.

All’inizio della liturgia il vescovo Armando ha ringraziato Dio per la “nostra dignità e vocazione cristiana” e ha inviato a pregare insieme ai cristiani della Lettonia, che hanno preparato questa celebrazione nella speranza che noi possiamo crescere nella comunione con il nostro Signore Gesù Cristo e con tutti i fratelli e le sorelle che aspirano all’unità – riprendendo le parole della prima lettera di Pietro.

Una celebrazione che ha visto la partecipazione e il coinvolgimento di tutti i vari rappresentanti delle chiese cristiane: il pastore Luterano svedese ha commentato il vangelo di riferimento della Settimana di preghiera per l’unità dei Cristiani, invitando poi i fedeli presenti a compiere un gesto; avvicinarsi per prendere dai rappresentati delle varie confessioni un sacchettino di sale e una candela accesa con l’invito ad essere missionari e portatori di luce e sale per il mondo e proclamando a tutti le opere meravigliose del Signore.

Durante la veglia è stato firmato il documento di Gemellaggio tra la Chiesa Luterana di Svezia e le parrocchia della Gran Madre di Dio e Bellocchi, un gesto sicuramente che evidenzia l’amicizia e il dialogo tra due comunità che seppure diverse riconoscono nello scambio e nella condivisione un importante occasione di crescita nella fede.

A conclusione della veglia, il Vescovo che ha presieduto la celebrazione ha offerto ai presenti un messaggio indirizzandolo alla famiglie, ai giovani, ai gruppi di preghiera, ai sacerdoti, ai religiosi, al mondo intero sollecitando tutti che è indispensabile presentare la sfida della santità, la proposta di Gesù, mediante il fascino della luce. “La santità – ha proseguito il Vescovo – è vita, è gioia ed è luce. I Santi, con la loro simpatia e capacità di condivisione, riescono a convincere gli uomini sull’amore di Dio, a farlo vedere, sino a renderli amici del Signore attraverso la comunicazione della Spirito e la gioia del perdono” – ha sottolineato il vescovo Armando.

In conclusione il Vescovo ha evidenziato come “il simbolismo della luce ci introduce nel cuore stesso dell’annuncio del Vangelo. Ogni battezzato, poiché ‘figlio della luce’, è chiamato dal Padre a raccontare le meraviglie del Signore”. “La luce è rivelazione, vita, illuminazione. E’ segno di verità, di profezia, di gioia” Le offerte raccolte durante la veglia sono state destinate a sostegno di progetti di integrazione dei migranti cristiani.

Il testo completo del messaggio del Vescovo è disponibile sul sito www. fanodiocesi.it

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Da  Il Nuovo Amico, Edition 2/2/2016

Unità dei cristiani: il cammino continua ogni giorno

LA SETTIMANA DI PREGHIERA INSIEME ALLE CHIESE DI SVEZIA, ROMANIA E INGHILTERRA

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Fratelli e sorelle di diverse chiese cristiane sia del pesarese come di altre nazioni europee (Svezia, Romania, Inghilterra) hanno accolto l’invito alla veglia di preghiera per l’unità dei cristiani, promossa dalla Arcidiocesi di Pesaro nella serata di venerdì 22 gennaio in Cattedrale. Le delegazioni presenti hanno vissuto prima un momento di incontro e dialogo nei locali della casa parrocchiale del Duomo. Bella e coinvolgente l’accoglienza dei giovani, sia di Ac come di altre parrocchie della Arcidiocesi, per l’agape fraterna prima della preghiera. La celebrazione della veglia, presieduta dall’Arcivescovo Piero Coccia, è stata caratterizzata da uno stile sobrio e lineare, avendo al centro i simboli del sale e della luce. Passati di mano in mano nell’assemblea ci hanno ricordato che siamo chiamati ad annunciare a tutti le meraviglie del Signore. Il gesto, proposto con semplicità dal gruppo Pesaro 2 degli Scout Agesci, ha lasciato una bella impronta in tutti i partecipanti. Quest’anno la liturgia della Parola è stata particolarmente curata. I testi sono stati proclamati da fratelli e sorelle di altre chiese cristiane. La meditazione, profonda ed essenziale, ci è stata offerta dal Rev. do Pastore Sverker Linge, della Chiesa luterana di Svezia, presente con una delegazione della sua parrocchia (Vreta Kloster). Toccanti i richiami alla figura di Pietro, alla sua chiamata e alla grazia del perdono a lui offerta da Cristo. Ugualmente ricca di spunti di riflessione per la vita quotidiana è stata l’omelia dell’Arcivescovo. La colletta è stata destinata alla nuova realtà di Casa della Speranza (nei pressi del BPA), affidata alla Caritas diocesana, per l’accoglienza dei senza fissa dimora. Che si sia potuto pregare per la guarigione delle ferite all’unità della Chiesa e per la riconciliazione è stato possibile grazie anche all’animazione del canto da parte del Gruppo pesarese del RnS: un grazie speciale per la cura nella scelta ed esecuzione dei brani musicali. All’uscita, sul sagrato, un gruppo di volontari ha preparato per tutti un buon vino brulè, altre bevande calde e qualche dolcetto. Un gesto pieno di affetto e gentilezza che ha permesso a chi voleva di fermarsi per una chiacchierata e un saluto. Nei giorni di sabato 23 e domenica 24 analoghe veglie si sono svolte nella Cattedrale di Fano e di Urbino. Il cammino continua: la preghiera per l’unità ci aspetta ogni giorno.

D. Mario Florio Referente diocesano Ufficio ecumenismo e dialogo

(Da   Il Nuovo Amico, Edition 2/2/2016)

Il pastore luterano svedese P. Sverker Linge tiene il sermone sulla prima lettera di Pietro 2,9: “Chiamati per annunziare a tutti le opere meravigliose di Dio” tema della veglia.

Il pastore luterano svedese P. Sverker Linge tiene il sermone sulla prima lettera di Pietro 2,9: “Chiamati per annunziare a tutti le opere meravigliose di Dio” tema della veglia.

Lo scambio della pace con i tre sacerdoti ortodossi venuta dalla Romania per la settimana di preghiera dell’unità 2016 e con alcuni giovani da Reciza, Romania e da Vreta Kloster, Svezia.

Lo scambio della pace con i tre sacerdoti ortodossi venuta dalla Romania per la settimana di preghiera dell’unità 2016 e con alcuni giovani da Reciza, Romania e da Vreta Kloster, Svezia.

Gli scouts accendono dalla lampada e distribuiscono la luce e il sale, simboli proposti dalle letture.

Gli scouts accendono dalla lampada e distribuiscono la luce e il sale, simboli proposti dalle letture.

Il coro del Rinnovamento rinforzato da un giovane della chiesa evangelica pentecostale Eben-ezer.

Il coro del Rinnovamento rinforzato da un giovane della chiesa evangelica pentecostale Eben-ezer.

Il momento festoso finale con qualcosa di caldo offerto a tutti i partecipanti alla veglia.

Il momento festoso finale con qualcosa di caldo offerto a tutti i partecipanti alla veglia.

COMUNICATO STAMPA del CONSIGLIO DELLE CHIESE CRISTIANE DELLE MARCHE

Il Consiglio delle chiese cristiane delle Marche di fronte al cambiamento climatico e le sue conseguenze per gli esseri umani e per l’ambiente, si rivolge con questo messaggio ai suoi fratelli e alle sue sorelle cristiani nelle Marche e alle parti presenti al COP 21, la conferenza sul clima che si terrà quest’anno a Parigi dal 30 novembre al 11 dicembre.

Crediamo che l’umanità e la terra  sono il risultato del piano creatore di Dio. Vediamo seri pericoli a causa dei cambiamenti climatici causati dall’abuso delle risorse che sono a disposizione degli esseri umani. E non possiamo non vedere  la sofferenza incommensurabile che provoca in modo particolare ai più deboli e poveri tra di noi. Per noi è una questione di giustizia e responsabilità, una questione etica e spirituale.

Consapevoli dell’impatto ambientale del nostro stile di vita,  sappiamo che siamo chiamati a  mettere in discussione la nostra logica di consumatori e a cambiare il nostro atteggiamento e le nostre azioni, ad  adottare stili di vita compatibili con la cura per la creazione di Dio.

Facciamo appello ai responsabili delle decisioni politiche ed economiche, in particolare a quelli riuniti al COP21, a prendere le decisioni necessarie per limitare il riscaldamento a 2 ° C in modo che i più vulnerabili dei nostri fratelli e delle nostre sorelle e le generazioni future non debbano soffrire ulteriormente.
La nostra speranza  è che il nostro mondo non è destinato a scomparire, ma ad essere trasformato (Apocalisse 21: 1)

CRISTIANI UNITI DALLA PAROLA

Incontri di studi biblici

Iniziati a Urbino gli incontri di studi biblici

URBINO. Non è uno slogan ma la realtà vissuta da fedeli appartenenti alle diverse Chiese cristiane, accomunati dalla fede in Cristo Gesù. Il movimento ecumenico, che raccoglie questa istanza, è un movimento nato per superare le divisioni createsi nel corso dei secoli; è basato sul rispetto reciproco delle varie Confessioni e sulla ricerca dei punti di unione fra queste.

Con questo spirito, ricorrendo l’apertura del 3° ciclo di incontri di Studi biblici, si è pensato di vivere un momento di condivisione, proclamando la Parola in un luogo pubblico a testimonianza che vivere insieme momenti profondi si può. Oggetto della riflessione è stata la Lettera di S. Paolo ai Romani. L’evento si è svolto sotto il porticato della chiesa di S. Francesco di Urbino, sabato 14 novembre. All’aperto, rivolti ai passanti, gli appartenenti alle varie Chiese (cattolica, ortodossa rumena, valdese ed evangelica) si sono alternati nella lettura dei capitoli del testo. Hanno coronato la lettura le musiche di Bach e Chopin, elevando gli animi verso una più profonda spiritualità.

Seguiranno questo evento incontri mensili di approfondimento biblico presso il Monastero delle Clarisse di Urbino alle 21 di venerdì: il 27 novembre 2015, 18 dicembre 2015, 29 gennaio 2016, 26 febbraio 2016, 18 marzo 2016, 29 aprile 2016, 27 maggio 2016, 24 giugno 2016.

Ufficio Ecumenico Diocesano

(Da il Nuovo Amico 29/11/2015)

Incontri di studi biblici

Incontri di studi biblici

«Abramo»: la città in dialogo con le religioni

La Nuova Scuola insieme all’Arcivescovo di Pesaro e al presidente della comunità islamica della provincia di Pesaro

La Nuova Scuola insieme all’Arcivescovo di Pesaro e al presidente della comunità islamica della provincia di Pesaro

AFFLUENZA ENORME PER LA MOSTRA PROPOSTA DA “LA NUOVA SCUOLA”

Un ringraziamento non formale, ma autentico e profondo la Nuova Scuola rivolge ai tanti che hanno condiviso la preparazione della Mostra “ Abramo e la nascita dell’io” ed hanno affollato – venerdì 20 novembre, in occasione della sua inaugurazione – il Salone Metaurense della Prefettura. Oltre agli insegnanti, agli studenti, ai genitori e a tutto il personale, esprime la sua gratitudine a don Mario Florio, direttore dell’Ufficio Diocesano per l’Ecumenismo e il dialogo interreligioso; a don Giorgio Giorgetti, per il grande lavoro biblico svolto anche con la comunità ebraica di Ancona; a don Giorgio Paolini e al Movimento dei Focolari, nelle persone in particolare di Cinzia e Giuseppe Bezziccheri, per la loro lunga e preziosa amicizia con i fratelli islamici della moschea del Gallo. Un grazie speciale a Nahmiel Ahronee, ministro del culto ebraico di Ancona e a Hicham Rachdi, presidente della Comunità Islamica della nostra provincia, i quali hanno raccontato il ruolo del patriarca nelle loro tradizioni religiose.

A portare il suo saluto la sera dell’inaugurazione è intervenuto per primo il Prefetto, dott. Luigi Pizzi, che ha gentilmente concesso anche la Sala Laurana, dove la Mostra sarà visitabile fino al 2 dicembre. “ Nessuno poteva immaginare,

ha detto il Prefetto, che questa inaugurazione coincidesse con giorni così drammatici, connessi al dialogo interreligioso. Si può dire che la Nuova Scuola abbia avuto una visione profetica: la risposta migliore alla violenza insensata, infatti, è il dialogo e con questa iniziativa possiamo lanciare anche noi, qui da Pesaro, nel nostro piccolo, questo messaggio”.

“Un messaggio che va rivolto soprattutto ai giovani, ha aggiunto, a nome del Sindaco e dell’amministrazione comunale l’assessore Giuliana Ceccarelli; il loro grande desiderio di entrare nella storia da protagonisti deve essere sorretto da noi, che non dovremmo mai considerare sorpassati la speranza e il coraggio di portare avanti degli ideali. Questa mostra ci permette di ripercorrere un pezzo della nostra storia ed anche di entrare dentro di noi per riflettere”.

Sulla valenza educativa della mostra si è soffermato anche l’Arcivescovo Piero Coccia: ” Il mondo di oggi è un mondo plurale, ma per convivere nel rispetto reciproco, gli uomini hanno bisogno di ritrovare nell’”io” il punto di convergenza. Abbiamo bisogno di ricostituire il soggetto nella sua libertà, nel rispetto dell’alterità e nella ricerca della verità”.

Ma in questo momento di violenza e confusione, ci sono uomini di pace e di buona volontà, che vivono una responsabilità per il bene comune di fronte a Dio e al mondo?

La domanda è stata posta – via skype – a mons. Silvano Maria Tomasi, inviato permanente della Santa Sede all’O.N.U. “Nel Congresso internazionale di Ginevra, dove ci sono i rappresentanti di quasi tutti i Paesi del mondo, ha risposto, ci sono veramente degli uomini che vogliono collaborare con persone di credo e di culture diverse per la costruzione di un futuro comune. Certo, è un momento difficile, con focolai di violenza che complicano gli sforzi di queste persone. In questo contesto l’equilibrio interiore e la capacità di relazionarsi in maniera concreta e amichevole con gli altri diventano delle qualità urgenti e necessarie”.

Il contenuto della Mostra è stato illustrato, attraverso un’articolata e avvincente relazione, da don Daniele Federici, docente di storia e filosofia presso i Licei della Nuova Scuola. Egli ha sottolineato che Abramo non va proposto come ideale etico-morale (il che sarebbe ridicolo, come afferma Kierkegaard, data la nostra sproporzione), ma come personaggio storico con il quale per la prima volta è nato l’io, per la prima volta l’uomo ha scoperto la sua identità, il suo cuore: un insieme di esigenze (di amore, di pace, di bellezza, di felicità); un insieme di evidenze (per cui riconosce il bene e il male, è capace di giudicare); una “vocazione” alla vita, che gli viene affidata come compito.

In un tempo come questo, in cui l’uomo è “ fugitivus cordis sui” e sembra non avere più evidenze né compito, la strada per ritrovare l’io è quella di Abramo: desiderare e domandare innanzitutto per sé che accada una “vocazione”, “ un piccolo semplice avvenimento” (come lo chiama Pasolini), capace di cambiare la vita e di iniziare una storia.

(Da il Nuovo Amico 29/11/2015)

Il Salone Metaurense della Prefettura di Pesaro gremito di pubblico lo scorso 20 novembre

Il Salone Metaurense della Prefettura di Pesaro gremito di pubblico lo scorso 20 novembre

Gli studenti della Nuova Scuola incontrano il presidente della comunità islamica della provincia di Pesaro Hicham Rachdi

Gli studenti della Nuova Scuola incontrano il presidente della comunità islamica della provincia di Pesaro Hicham Rachdi

Il Prefetto di Pesaro e Urbino dott. Luigi Pizzi

Il Prefetto di Pesaro e Urbino dott. Luigi Pizzi

L’incontro con il Ministro del culto ebraico Nahmiel Ahronee

L’incontro con il Ministro del culto ebraico Nahmiel Ahronee