Finalità dell’iniziativa

Accanto alla preghiera, al dialogo tra teologi, all’incontro tra pastori, al cammino dei monasteri, gruppi, movimenti, ci auguriamo che i ‘gemellaggi’ ecumenici portino un grande contributo all’unità dei cristiani.

Con lo scambio ecumenico fra parrocchie ci si propone di:

  • incrementare quell’ecumenismo spirituale fra tutto il popolo di Dio come un modo per concretizzare la preparazione al Giubileo in sintonia con le mete ecumeniche prospettate dal Papa nella ‘Tertio Millennio Adveniente’(nn. 41 e 55);
  • far sì che le parrocchie e le Chiese locali possano dare al cammino ecumenico un contributo prezioso ed originale che sostenga il dialogo dei teologi e dei pastori;
  • porre l’ecumenismo come “una delle priorità pastorali” che, contribuendo ad abbattere i muri ed i pregiudizi reciproci ed educando allo “stile del dialogo”, favorisca la purificazione ed il rinnovamento delle comunità ecclesiali al loro interno (Nota Pastorale CEI, ‘La formazione ecumenica nella Chiesa particolare’, Premessa, n. 1; cfr. anche CEI, ‘Evangelizzazione e testimonianza della carità’, n. 33)
  • contribuire a rafforzare ‘le radici cristiane’ dell’Europa collegando le parrocchie cattoliche del sud con quelle riformate del nord, quelle ortodosse dell’est e la Chiesa anglicana;
  • creare legami di comunione con le altre Chiese cristiane presenti in regione affinchè ogni ‘gemellaggio’ con parrocchie geograficamente distanti nasca in collaborazione con i responsabili delle Chiese vicine.

Anche se l’inizio del terzo millennio, come è ardente desiderio di tanti cristiani, non dovesse vederci tutti pienamente uniti, questo ecumenismo di popolo nato tra le nostre parrocchie sarà un segno straordinario all’interno della Chiesa e della società.

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