Un passo importante per l’Unità delle Chiese

Sull’evento avvenuto a Cuba il nostro giornale ha Intervistato Padre Costantino che attualmente guida la comunità della Chiesa Ortodossa Rumena in Italia

Padre Costantino, come sacerdote della chiesa ortodossa di Romania, quali emozioni hai sperimentato di fronte all’evento storico dell’incontro a Cuba tra Papa Francesco e il Patriarca della Chiesa ortodossa russa Kirill?

L’incontro storico tra Papa Francesco e il Patriarca Kiril esprime molto sul modo in cui Dio opera nel mondo; è il primo tra il capo della Chiesa Cattolica Romana e il Patriarca della più popolata chiesa ortodossa al mondo (circa 130 milioni di fedeli sul totale dei 250 milioni di cristiani ortodossi nel mondo) dal grande Scisma tra Roma e Costantinopoli accaduto nel 1054. Si devono seguire, per avere un’immagine completa, i discorsi dei due leader nei loro viaggi in America Latina e nello stesso tempo si deve avere pazienza per conoscere l’impatto di questo importante incontro nei colloqui che seguiranno (e dovrebbero seguire!). Sono convinto che nel futuro questo tipo di incontri porteranno frutti, che nell’operato di Dio a favore della pace e della libertà umana, i cristiani di tutto il mondo e di tutte le confessioni devono essere parte attiva. E’ chiaro, una volta di più, che per poter pensare il futuro del mondo, bisogna utilizzare tutte le energie umane a favore di una vera comunione cristiana, comunione che è necessaria e fondamentale nell’attuale situazione geopolitica del nostro mondo. Per l’unità delle chiese questo potrebbe essere un passo importante; abbiamo di fronte un lungo camino che tutti speriamo di superare nel modo migliore possibile, non solo perché dobbiamo, ma soprattutto perché questa è la volontà del Signore.

Un simile gesto, negli anni novanta, è stato realizzato con l’incontro tra il Papa Giovanni Paolo II ed il Patriarca rumeno Teoctist, un primo passo, estremamente importante, ma purtroppo non abbastanza apprezzato e correttamente valutato fino ad oggi. Si era dimostrato che l’amore può tutto, il Papa venendo allora all’incontro della apostolica sorella Chiesa Ortodossa Rumena. Ancora risuonano vivamente nella memoria le parole di un intero popolo, in stragrande maggioranza ortodosso, che dopo centinaia di anni di divisioni voleva veramente vedere vivere tutti come fratelli: “Unitate, Unitate!”. E non dobbiamo dimenticare che, sempre sulla terra rumena, nel 2007 a Sibiu, ha avuto luogo la terza Grande Assemblea Ecumenica che si è svolta sul segno del più bello e chiaro dialogo tra le chiese.

Quali aspetti della Dichiarazione comune sottoscritta a Cuba dal Papa e dal Patriarca ti senti di commentare?

I principali punti della Dichiarazione comune sottoscritta a Cuba alla fine del primo incontro tra i leader delle due grandi confessioni cristiane dopo quasi mille anni sono l’Unità dei cristiani, la loro persecuzione oggi, la libertà religiosa in Europa, la situazione dell’Ucraina, i conflitti e il terrorismo, i migranti e l’illegalità, la famiglia e il matrimonio, l’aborto e la fine della vita.

Il Papa e il Patriarca russo si sono mostrati particolarmente toccati dalla perdita dell’unità tra i cristiani e si sono pronunciati per la riabilitazione di questo doloroso inconveniente che riguarda tutti. Hanno affermato con forza, in piena conoscenza dei numerosi ostacoli da superare, che esiste la massima volontà di passare oltre, e tutti noi siamo pieni di speranza che questo incontro possa contribuire a ristabilire questa santa Unità desiderate dal Nostro Padre celeste.

Un altro punto molto caldo e particolarmente doloroso mi è sembrato la loro determinazione di lavorare insieme, facendo un appello alla comunità internazionale, per impedire con azioni urgenti la continua persecuzione dei cristiani del Medio Oriente, dove la violenza ha portato alla distruzione delle città, delle case e delle famiglie, lasciando milioni di persone senza un tetto e senza risorse, senza storia e senza futuro.

In relazione al prossimo Sinodo panortodosso come valuti l’evento accaduto a Cuba?

Il prossimo Sinodo Panortodosso sarà un’altra storia. Una cosa tutta diversa, fortemente desiderata! Tutti sperano in un incontro speciale che possa raggiungere risultati positivi, molto positivi. Sarà l’incontro delle sorelle “autocefale”, uguali come importanza anche se alcune molto piccole in numero di fedeli.

Saranno per lo più questioni amministrative, perché nel mondo ortodosso si vive da sempre di unità e di piena comunione. Si dovrebbero sedere tutti al tavolo e ribadire la grande voglia di volersi bene, di amarsi e sostenersi, di capirsi gli uni gli altri, in ogni singola situazione. E di andare avanti nonostante tutto! L’incontro di Cuba potrà servire, dovrebbe servire, come esempio, come modello di umiltà e di desiderio di condividere tutto con il fratello, il prossimo.

E di imparare che nell’amore non esiste mai la volontà propria, ma la volontà di tutti: soprattutto la volontà del Padre celeste, come ci ha insegnato il Signore Gesù Cristo “sia fatta la Tua volontà”, sempre nello Spirito Santo!

Intervista a cura di D. Mario Florio

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Padre Constantin-Dumitru Cornis

Chiesa Ortodossa Rumena in Italia Parrocchia “San Giovanni da Prislop”- Pesaro

da Il Nuovo Amico, Edition 21/2/2016

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