Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

IL PRIMO INCONTRO SI È TENUTO A MAZZAFERRO
URBINO – La celebrazione della Settimana di preghiera per l’unità dei Cristiani si è svolta quest’anno dal 18 al 25 gennaio, secondo la data proposta nel 1908 da padre Paul Wattson, perché compresa tra la festa della cattedra di san Pietro e quella della conversione di san Paolo. Lunedì 18 nella struttura polivalente della parrocchia di Mazzaferro, si è tenuta una Veglia di preghiera per l’unità dei Cristiani guidata da don Fabio Pierleoni delegato diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, con la partecipazione di mons. Agostino Venturi parroco di Santa Maria de Cruce in Mazzaferro e di Anna Adelfa Sesse, presidente del consiglio della Chiesa Valdese di Rimini e Diaspora Romagna – Marche. All’incontro ha preso parte il Coro di Mazzaferro diretto da Odette Travaglini che ha sottolineato con alcuni canti, i momenti più significativi della celebrazione. All’inizio c’è stata l’entrata in processione verso l’altare portando la Bibbia, il cero pasquale e del sale. Don Fabio ha letto il canto d’ingresso, ricordando le parole di Pietro:”Ma voi siete la gente che Dio si è scelta, un popolo regale di sacerdoti, una nazione santa, un popolo che Dio ha acquistato per sé, per annunziare a tutti le sue opere meravigliose. – aggiungendo che – Quest’anno preghiamo insieme ai cristiani della Lettonia, che hanno preparato questa celebrazione nella speranza che noi possiamo crescere bella comunione con il nostro Signore Gesù Cristo e con tutti i fratelli e le sorelle che aspirano all’unità”. Sono seguite la Preghiera di invocazione allo Spirito Santo, le Preghiere di riconciliazione, la Proclamazione della Parola di Dio, con letture tratte dal Libro del Profeta Isaia (55, 1-3), dal Salmo 145 (144) 8-9, 15-16; 17-18, dalla Prima Lettera di Pietro (2, 9.10), dal Vangelo di Matteo (5, 1-16). L’omelia è stata tenuta dal parroco don Agostino. La celebrazione è proseguita con il Rito di impegno ad essere sale e luce, con le Preghiere di speranza, lo Scambio della pace, la Benedizione e il congedo. Al termine è stata pronunciata la Preghiera per l’Unità dei Cristiani.

giancarlo di ludovico

Concluse a San Francesco le celebrazioni per l’unità

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URBINO – Sei delegazioni di chiese cristiane hanno partecipato domenica alla giornata conclusiva della Settimana di Preghiera per l’unità dei cristiani tenutasi nella monumentale Chiesa di San Francesco ad Urbino. Con SE mons. Giovanni Tani, arcivescovo di Urbino – Urbania – Sant’Angelo in Vado erano presenti Colin Scoot, rappresentante della Chiesa anglicana, della parrocchia di Sharndrook (diocesi di Albans), gemellata con la parrocchia di Calpino; padre Victor Ciloci, del patriarcato ecumenico di Costantinopoli, parroco della parrocchia ortodossa di San Sergio; padre Kostantin Cornis, della Chiesa ortodossa, patriarcato della Romania; Adelfia Sessa, presidente del consiglio della Chiesa Valdese di Rimini e Diaspora Romagna – Marche; Egidio Martufi, pastore della Chiesa evangelica di Urbino. La veglia ha seguito il rituale dell’incontro già effettuato a Mazzaferro con il canto d’ingresso, la preghiera di invocazione allo Spirito Santo, le preghiere di riconciliazione, la proclamazione della Parola di Dio, il rito di impegno ad essere sale e luce della terra, le invocazioni di speranza, lo scambio della pace, la benedizione ed il congedo. L’omelia è stata tenuta dal pastore Martufi, il quale ha sottolineato il significato del valore comune del Battesimo e della Parola di Dio manifestata attraverso la Bibbia, quali autentici fondamenti dell’unica fede in Cristo. Non dimentichiamo che, prima di “amare i suoi fino alla fine”, Cristo aveva invocato l’unità della Chiesa, attraverso la celebre invocazione al Padre “ ut unum sint”, “che siano una cosa sola”! Intenso e suggestivo il momento in cui i rappresentanti delle sei delegazioni sono scesi verso l’assemblea e, preso ciascuno un pane, lo hanno distribuito ai fedeli presenti. Questo gesto ha preso spunto da una tradizione lettone, in cui il pane, soprattutto quello scuro, è simbolo di ospitalità. Quando le persone si trasferiscono in una nuova casa, gli amici spesso portano in dono una pagnotta di pane scuro, sulla cui crosta è stato sparso del sale in forma di croce, segno di benedizione. Il gruppo ecumenico lettone ha invitato i cristiani del mondo ad imitare questo gesto di ospitalità durante il momento di condivisione al termine della celebrazione. Era viva e palpabile nei presenti la percezione di essere in comunione con i credenti che pregano nelle altre parti del mondo per costruire una più grande e visibile unità della Chiesa di Cristo.

gdl

Accoglienza, confronto, valorizzazione delle varie tradizioni religiose

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URBINO. Quest’anno in Urbino è stata la Parrocchia di Mazzaferro ad aprire la celebrazione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Un gruppo di persone, provenienti anche da altre comunità, insieme al Coro parrocchiale ha partecipato all’iniziativa. Molti sono i tentativi e le esperienze ecumeniche per passare da un ecumenismo di specialisti ad un ecumenismo di popolo. Negli ultimi tempi sono stati fatti progressi, ma le nostre comunità parrocchiali stentano ancora a sentire l’ecumenismo come una dimensione importante del Chiesa. Il Concilio già da cinquant’anni fa affermava che la Chiesa è segno e strumento di unità con Dio e di unione di tutto il genere umano. Gli uomini sono sempre più strettamente congiunti da vari vincoli sociali, tecnici e culturali, ma la piena unità in Cristo è ancora lontana. Il movimento ecumenico è un cammino di comunione tra tutti coloro che si riconoscono in Cristo, ha una storia abbastanza lunga, anche se procede lentamente. Questa ricerca di unità non significa esclusione, ma reciproca accoglienza, serio confronto e valorizzazione delle diversità culturali e religiose.

La storia recente è ricca di incontri a tutti i livelli: pensiamo all’incontro di preghiera voluto da Papa Giovanni Paolo II ad Assisi nel 1986 per tutte le confessioni religiose sparse nel mondo. La pratica dell’ecumenismo è un coraggioso cammino di “conversione” che fa parte della nostra vocazione cristiana. Per questo sono da promuovere queste esperienze ecumeniche nelle nostre comunità parrocchiali. In tal senso cresce la consapevolezza che tutti siamo chiamati alla comunione, nonostante le differenze che dividono le chiese in tanti ambiti (bioetica, matrimonio, sacerdozio, papato, liturgia ecc..). L’importante è riconoscere umilmente i propri limiti, consapevoli che ciò che ci manca possiamo trovarlo negli altri,ricordando però che ciò che ci accomuna tutti nella fede è la Parola di Dio e il Battesimo. Il Papa negli incontri con varie comunità religiose sta testimoniando in maniera forte che la diversità è una ricchezza e che di questa diversità si può beneficiare per migliorare la vita di ognuno e dell’intera società.

Don Agostino Venturi

AL CONVENTO DELLE SUORE CLARISSE DI URBINO

Incontri ecumenici di studio biblico

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URBINO. È giunta al suo terzo anno di vita l’esperienza portata avanti da un gruppo di credenti, appartenenti a diverse Chiese cristiane, di incontrarsi mensilmente per studiare insieme la Bibbia. Gli incontri si tengono presso l’ultimo venerdì di ogni mese e gli studi sono curati a turno da esponenti delle Chiese Cattolica, Ortodossa, dei Fratelli e Valdese. Le suore stesse arricchiscono con la loro gradita part

L’importanza dell’iniziativa va oltre l’esperienza della lettura e dello studio della Bibbia, cosa assolutamente fondamentale per ogni credente, ma che potrebbe avvenire anche in altri ambiti e in altri modi. L’esperienza è aperta a tutti coloro che desiderano partecipavi per vivere la testimonianza della comunione. Perché come dice Giovanni: “In quel tempo Gesù, alzati gli occhi al cielo, pregò dicendo: “non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa, come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato. E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me”. Gesù ha pregato per l’unità e l’amore tra noi la notte prima di morire. Al termine dell’incontro, quando ci prendiamo per mano e recitiamo il padre nostro, preghiamo con Gesù per l’unità dei cristiani e preghiamo lo Spirito Santo che guidi tutti noi in questo cammino di unità. I prossimi incontri si terranno: il 29 gennaio, il 26 febbraio, il 18 marzo, il 29 aprile, il 27 maggio ed il 24 giugno.ecipazione ogni incontro. Dopo aver riflettuto sui libri dei profeti Amos e Michea, quest’anno il gruppo ha deciso di cimentarsi con l’Epistola ai Romani. Testo molto impegnativo e denso di spunti di discussione e riflessione.

Adelfia Sessa

Da Il Nuovo Amico, Edition 2/2/2016

La diversità diventa ricchezza

FIRMATO IL GEMELLAGGIO TRA CHIESA DI SVEZIA E DUE PARROCCHIE FANESI

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FANO – Si è svolta sabato 23 gennaio in Cattedrale la Veglia Ecumenica, con le varie realtà ecumeniche gemellate o presenti nel territorio diocesano e i tanti fedeli della Diocesi.

All’inizio della liturgia il vescovo Armando ha ringraziato Dio per la “nostra dignità e vocazione cristiana” e ha inviato a pregare insieme ai cristiani della Lettonia, che hanno preparato questa celebrazione nella speranza che noi possiamo crescere nella comunione con il nostro Signore Gesù Cristo e con tutti i fratelli e le sorelle che aspirano all’unità – riprendendo le parole della prima lettera di Pietro.

Una celebrazione che ha visto la partecipazione e il coinvolgimento di tutti i vari rappresentanti delle chiese cristiane: il pastore Luterano svedese ha commentato il vangelo di riferimento della Settimana di preghiera per l’unità dei Cristiani, invitando poi i fedeli presenti a compiere un gesto; avvicinarsi per prendere dai rappresentati delle varie confessioni un sacchettino di sale e una candela accesa con l’invito ad essere missionari e portatori di luce e sale per il mondo e proclamando a tutti le opere meravigliose del Signore.

Durante la veglia è stato firmato il documento di Gemellaggio tra la Chiesa Luterana di Svezia e le parrocchia della Gran Madre di Dio e Bellocchi, un gesto sicuramente che evidenzia l’amicizia e il dialogo tra due comunità che seppure diverse riconoscono nello scambio e nella condivisione un importante occasione di crescita nella fede.

A conclusione della veglia, il Vescovo che ha presieduto la celebrazione ha offerto ai presenti un messaggio indirizzandolo alla famiglie, ai giovani, ai gruppi di preghiera, ai sacerdoti, ai religiosi, al mondo intero sollecitando tutti che è indispensabile presentare la sfida della santità, la proposta di Gesù, mediante il fascino della luce. “La santità – ha proseguito il Vescovo – è vita, è gioia ed è luce. I Santi, con la loro simpatia e capacità di condivisione, riescono a convincere gli uomini sull’amore di Dio, a farlo vedere, sino a renderli amici del Signore attraverso la comunicazione della Spirito e la gioia del perdono” – ha sottolineato il vescovo Armando.

In conclusione il Vescovo ha evidenziato come “il simbolismo della luce ci introduce nel cuore stesso dell’annuncio del Vangelo. Ogni battezzato, poiché ‘figlio della luce’, è chiamato dal Padre a raccontare le meraviglie del Signore”. “La luce è rivelazione, vita, illuminazione. E’ segno di verità, di profezia, di gioia” Le offerte raccolte durante la veglia sono state destinate a sostegno di progetti di integrazione dei migranti cristiani.

Il testo completo del messaggio del Vescovo è disponibile sul sito www. fanodiocesi.it

MM

Da  Il Nuovo Amico, Edition 2/2/2016

Unità dei cristiani: il cammino continua ogni giorno

LA SETTIMANA DI PREGHIERA INSIEME ALLE CHIESE DI SVEZIA, ROMANIA E INGHILTERRA

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Fratelli e sorelle di diverse chiese cristiane sia del pesarese come di altre nazioni europee (Svezia, Romania, Inghilterra) hanno accolto l’invito alla veglia di preghiera per l’unità dei cristiani, promossa dalla Arcidiocesi di Pesaro nella serata di venerdì 22 gennaio in Cattedrale. Le delegazioni presenti hanno vissuto prima un momento di incontro e dialogo nei locali della casa parrocchiale del Duomo. Bella e coinvolgente l’accoglienza dei giovani, sia di Ac come di altre parrocchie della Arcidiocesi, per l’agape fraterna prima della preghiera. La celebrazione della veglia, presieduta dall’Arcivescovo Piero Coccia, è stata caratterizzata da uno stile sobrio e lineare, avendo al centro i simboli del sale e della luce. Passati di mano in mano nell’assemblea ci hanno ricordato che siamo chiamati ad annunciare a tutti le meraviglie del Signore. Il gesto, proposto con semplicità dal gruppo Pesaro 2 degli Scout Agesci, ha lasciato una bella impronta in tutti i partecipanti. Quest’anno la liturgia della Parola è stata particolarmente curata. I testi sono stati proclamati da fratelli e sorelle di altre chiese cristiane. La meditazione, profonda ed essenziale, ci è stata offerta dal Rev. do Pastore Sverker Linge, della Chiesa luterana di Svezia, presente con una delegazione della sua parrocchia (Vreta Kloster). Toccanti i richiami alla figura di Pietro, alla sua chiamata e alla grazia del perdono a lui offerta da Cristo. Ugualmente ricca di spunti di riflessione per la vita quotidiana è stata l’omelia dell’Arcivescovo. La colletta è stata destinata alla nuova realtà di Casa della Speranza (nei pressi del BPA), affidata alla Caritas diocesana, per l’accoglienza dei senza fissa dimora. Che si sia potuto pregare per la guarigione delle ferite all’unità della Chiesa e per la riconciliazione è stato possibile grazie anche all’animazione del canto da parte del Gruppo pesarese del RnS: un grazie speciale per la cura nella scelta ed esecuzione dei brani musicali. All’uscita, sul sagrato, un gruppo di volontari ha preparato per tutti un buon vino brulè, altre bevande calde e qualche dolcetto. Un gesto pieno di affetto e gentilezza che ha permesso a chi voleva di fermarsi per una chiacchierata e un saluto. Nei giorni di sabato 23 e domenica 24 analoghe veglie si sono svolte nella Cattedrale di Fano e di Urbino. Il cammino continua: la preghiera per l’unità ci aspetta ogni giorno.

D. Mario Florio Referente diocesano Ufficio ecumenismo e dialogo

(Da   Il Nuovo Amico, Edition 2/2/2016)

Il pastore luterano svedese P. Sverker Linge tiene il sermone sulla prima lettera di Pietro 2,9: “Chiamati per annunziare a tutti le opere meravigliose di Dio” tema della veglia.

Il pastore luterano svedese P. Sverker Linge tiene il sermone sulla prima lettera di Pietro 2,9: “Chiamati per annunziare a tutti le opere meravigliose di Dio” tema della veglia.

Lo scambio della pace con i tre sacerdoti ortodossi venuta dalla Romania per la settimana di preghiera dell’unità 2016 e con alcuni giovani da Reciza, Romania e da Vreta Kloster, Svezia.

Lo scambio della pace con i tre sacerdoti ortodossi venuta dalla Romania per la settimana di preghiera dell’unità 2016 e con alcuni giovani da Reciza, Romania e da Vreta Kloster, Svezia.

Gli scouts accendono dalla lampada e distribuiscono la luce e il sale, simboli proposti dalle letture.

Gli scouts accendono dalla lampada e distribuiscono la luce e il sale, simboli proposti dalle letture.

Il coro del Rinnovamento rinforzato da un giovane della chiesa evangelica pentecostale Eben-ezer.

Il coro del Rinnovamento rinforzato da un giovane della chiesa evangelica pentecostale Eben-ezer.

Il momento festoso finale con qualcosa di caldo offerto a tutti i partecipanti alla veglia.

Il momento festoso finale con qualcosa di caldo offerto a tutti i partecipanti alla veglia.