ALLA GIORNATA PER LA SALVAGUARDIA DEL CREATO FAMIGLIE CRISTIANE E ISLAMICHE

Camminare insieme, custodire la casa comune

“Coltivare e custodire il creato” è un compito che Dio assegna a ciascuno di noi. Ci chiede di “far crescere il mondo con responsabilità”, impreziosendolo perché sia “un giardino, un luogo abitabile per tutti”.

Naturalmente non si tratta solo del rapporto tra noi e l’ambiente, tra noi e il creato, ma di qualcosa di più, che “riguarda gli stessi rapporti umani”.

Sono alcune parole di Papa Francesco. Vi è riflesso il suo pensiero sull’ambiente.

Nell’Enciclica Laudato Si’, il Papa arricchisce di argomentazioni la posizione della Chiesa, auspicando che si formi nella società una vera e propria “cittadinanza ecologica”.

Assume per questo un particolare significato la bella iniziativa Camminare insieme, custodire la casa comune, svoltasi a Borgo Santa Maria il pomeriggio di domenica 4 ottobre, nella ricorrenza della festa di San Francesco D’Assisi.

Gi organizzatori, hanno voluto dare all’iniziativa un carattere ecumenico, allargandola ad ogni confessione d’ispirazione cristiana e ad altre fedi religiose.

Erano presenti in tanti. Molti giovani e anche famiglie, tra queste anche alcune musulmane.

A guidare la camminata su per il crinale che, dal piano della vecchia Chiesa di Borgo Santa Maria, conduce su al nucleo storico del paese, Don Giorgio Paolini e Don Mario Florio.

Suggestive e toccanti le tappe realizzate durante il percorso, intercalate da riflessioni.

Oltre ai due Parroci, hanno letto brani tratti dall’Enciclica Laudato Si’ e dal messaggio dei Vescovi, in occasione della 10° Giornata per la custodia del creato, i rappresentanti di altre Chiese, quella Anglicana e Ortodossa, e religioni, quella islamica.

Costante lungo il cammino il pensiero a San Francesco e alla sua esperienza di vita terrena.

E’ davvero straordinario che sia stato proprio San Francesco, nella sua assoluta povertà, a donarci, poco prima della sua morte, il Cantico delle Creature, uno deitesti più belli della letteratura italiana, dalle origini. Ma il creato parla anche alle persone comuni. Parla anche a noi, eccome. Parla a ogni cuore, anche ai pi

ù dubbiosi e increduli.

Se si porge l’orecchio, ci si accorge come questo messaggio sia un invito alla riconciliazione, poiché ci richiama all’umiltà e soprattutto alla modestia.

Oggi che prima di “essere” è di moda “sembrare”, per apparire, mentre i segni di questa vanità diffusa sono visibili in molte espressioni degenerate della società contemporanea e purtroppo, non solo nella politica.

Crediamo sia anche per questo che Papa Francesco non m

Ecco che quello del creato e delle sue creature diventa il vero linguaggio universale, più potente di qualsiasi esperanto. Ci piace allora lasciarci trasportare e concludere questa breve nota con le parole di Von Balthasar: “Una canzone dorme in ogni cosa. E’dato all’uomo semplice di poterla ascoltare”.anchi ogni giorno di ricordarci le nostre cadute e le nostre fragilità di fronte alle mode e al consumismo.

Gianluigi Storti

Copyright (c)2015 Il Nuovo Amico, Edition 11/10/2015