Cattolici ospiti della comunità islamica di Montecchio

INSIEME PER LA FESTA DI ID AL-FITR CHE CHIUDE IL MESE SACRO DEL RAMADAN

Mussulmani in preghiera

A piccoli passi continuiamo il nostro cammino di conoscenza delle principali feste dell’Islam. La scorsa volta Safiya (Il Nuovo Amico n. 25 del 5/7/2015) ci ha aiutato a cogliere, con la freschezza dei suoi diciannove anni, il senso profondo e la spiritualità della festa del Ramadan. Con questo articolo vogliamo entrare nel vivo di un’altra importante festa: l’Id al-Fitr ovvero la festa di rottura del digiuno detta anche “piccola festa”.

L’imam Abderahim Troumi, conosciuto col nome Giovanni, della comunità islamica di Montecchio di Vallefoglia ci ha invitati a vivere questo momento di festa. L’appuntamento è per venerdì 17 luglio alle ore 8 al Palazzetto dello sport di Montecchio di Vallefoglia. Quando siamo arrivati diverse famiglie di musulmani, vestiti con gli abiti della festa, si apprestavano ad entrare nel Palazzetto. Man mano che arrivavano i fedeli si disponevano, come prevede il rito, davanti gli uomini e i figli maschi, dietro le donne e le figlie.

L'Iman Giovanni

L'Iman Giovanni

In poco tempo il Palazzetto si è gremito di fedeli musulmani, che hanno festeggiato rivolti alla Mecca il termine del tempo di riflessione e di digiuno dal mangiare e dal bere fino al calar del sole, iniziato il 18 giugno. Alcuni di loro sono arrivati molto presto, alle 7 hanno incominciato ad allestire con tappeti il luogo di culto. L’imam Giovanni ci ha accolti fraternamente e ci ha presentato Sihame, una giovane donna musulmana la quale ci ha aiutato a comprendere alcuni aspetti di questa festa. Poi, per circa un’ora tutti i presenti hanno pregato Allah, guidati dall’imam Giovanni, accompagnando la preghiera con gestualità del corpo.

Terminato il momento di preghiera l’imam ha pronunciato un discorso, prima in lingua araba, poi in italiano spiegando il significato dell’Id al-fitr. Questa festa, ha detto, è per coloro che hanno digiunato e vissuto la non violenza, è per coloro che sono usciti dal Ramadan più ricchi spiritualmente. L’Islam non serba odio verso le altre religioni o gli altri popoli, ma insegna il dialogo e l’amore. L’Islam non è quello che i media ci fanno vedere, cristiani e musulmani insieme devono iniziare un dialogo umano e spirituale.

Inoltre, l’imam ha citato il Messaggio augurale del Cardinale Tauran – Presidente Pontifico Consiglio per il Dialogo Interreligioso (riportato su “Il Nuovo Amico” del 5 luglio a pag. 8 ) per la festa del Ramadan e il Messaggio del Santo Padre Francesco ai musulmani per la fine del Ramadan, nel quale invita sia i musulmani sia i cristiani alla promozione del mutuo rispetto attraverso l’educazione.

Infine, l’imam Giovanni ha ringraziato il sindaco Palmiro Ucchielli del Comune di Vallefoglia, il Movimento dei Focolari, l’Associazione Pamin e il giornale diocesano “Il Nuovo Amico” per la loro apertura e disponibilità al dialogo.

Prima del commiato finale l’imam Giovanni ci ha presentato Fasli Desta, presidente della moschea di Montecchio di Vallefoglia ed ha espresso la sua gratitudine e la sua gioia per la nostra presenza e partecipazione alla loro festa dicendo: “Noi con voi siamo forti, ma noi da soli siamo deboli”.

La stessa festa si è svolta contemporaneamente anche in altre località della provincia di Pesaro-Urbino: Gallo di Petriano, Fano, Urbania, Urbino, Mercatale.

Al termine dell’incontro di preghiera abbiamo chiesto a Sihame di aiutarci a comprendere alcuni momenti della festa.

Sihame

Sihame

Ciao Sihame, innanzitutto una tua breve presentazione.

Ciao a voi. Sono nata ad Urbino, ma ho il Marocco nel sangue, ho 25 anni e sono mamma di un bambino di due anni e mezzo. Ho studiato in ambito turistico e ho fatto vari corsi di lingue e di addetta al ricevimento. Ho lavorato come interprete araba alla Fiera, da due anni sono receptionist in un albergo, parlo francese, inglese, arabo e un po’ il tedesco, oltre all’italiano. Anche quando non porto il velo mi sento musulmana e ci tengo molto alla mia religione e alle mie origini perché, al contrario di quello che dicono i media, siamo un popolo onesto e altruista. La nostra religione ci invita veramente a fare il bene e a voler bene a tutti, nonostante le persone cerchino di farti perdere la pazienza, però, se sei un vero musulmano sai come comportarti.

Prima di tutto, ci puoi spiegare come viene calcolato il giorno esatto di questa festa?

L’Id al-Fitr segna la fine del mese sacro del Ramadan e l’inizio dello Shawwal, il decimo mese del calendario lunare islamico. La fine del Ramadan avviene quando compare la luna nuova.

Parlaci della festa, al di là di quello che noi possiamo vedere e vivere in questo momento in cui siete tutti riuniti in preghiera al Palazzetto.

I festeggiamenti per l’Id al-Fitr durano tre giorni: la festa si svolge il primo giorno. Incomincia facendo colazione al mattino presto in famiglia, poi ci si mette l’abito tradizionale e si va a pregare tutti assieme, terminata la preghiera proseguiamo i festeggiamenti con un piccolo buffet. Negli altri due giorni è nostra consuetudine ritrovarci con i parenti, organizzare pranzi durante i quali vengono proposti piatti tipici preparati solo in occasione di questi giorni di festa. È usanza anche fare dei regali ai bambini, di solito dei vestiti nuovi.

Abbiamo visto che durante la preghiera sono state raccolte delle offerte, a chi vanno?

Uno dei cinque pilastri dell’Islam, oltre alla testimonianza di fede, alla preghiera, al digiuno e al pellegrinaggio alla Mecca, è l’elemosina. Tutti i musulmani, in base alle loro possibilità, devono donare alcuni dei loro averi ai poveri della comunità.

Un’ultima curiosità Shiame, sappiamo che il rito della festa prevede la separazione delle donne dagli uomini, ci vuoi spiegare il motivo?

Nella preghiera uomini e donne sono divisi perché il nostro modo di pregare è diverso dalle altre religioni monoteiste, noi ci inchiniamo, ci prosterniamo… se uomini e donne pregassero mischiati si potrebbero distrarre, invece, quando si prega bisogna essere in contatto solo con Dio, non bisogna avere nessuna distrazione.

Grazie, Sihame per la tua disponibilità e per la tua testimonianza. Ti auguriamo di poter proseguire in modo gioioso e proficuo questi giorni di festa assieme ai tuoi cari.

A piccoli passi speriamo che gli uomini si incammino sempre più sulla strada del dialogo, dell’accoglienza reciproca, affinché possano essere veri promotori del mutuo rispetto e amicizia attraverso l’educazione, come ci invita Papa Francesco, per poter guardare il futuro dell’umanità con gli occhi e con il cuore colmi di speranza, affinché i nostri legittimi sogni di pace, di prosperità e di amore diventino realtà.

Associazione culturale Panim Pesaro – il volto dell’Altro ©riproduzioneriservata

Sihame

L’Imam Giovanni

L’imam Giovanni ha ringraziato anche il giornale diocesano “Il Nuovo

Amico” per l’apertura e disponibilità al dialogo

(Da “IL NUOVO AMICO” – N. 29 del 2 agosto 2015, pag. 5)