“Tutti saremo trasformati dalla vittoria di Gesù Cristo, nostro Signore.” (1.Cor.15,51-58)(Pesaro, Cattedrale Basilica, 20 gennaio 2012 – Veglia di preghiera per l’unità dei cristiani)

“Tutti saremo trasformati dalla vittoria di Gesù Cristo, nostro Signore.” (1.Cor.15,51-58)

Questa dichiarazione di speranza è il titolo di questa settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. – È bene, è Cristo e la sua vittoria, la nostra speranza, non ciò che noi stessi possiamo fare. Se solo avessimo noi stessi su cui sperare, non va bene.

In Luca capitolo 19 versetto 42 si legge che Gesù piange su Gerusalemme. Piangeva sopra la città, perche la città non sapeva cosa serviva per la sua pace. Lui piangeva per le divisioni, l’ empietà, l’abuso e la mentalità mercenaria.

Mi chiedo cosa pensa Gesù  di noi e del nostro modo di gestire la nostra vita, il nostro mondo e le nostre chiese?

Sappiamo noi oggi, cosa serve per la nostra pace?

Penso di no, perché anche oggi ci sono lotte per il potere, orgoglio e ricchezza ovunque nel nostro mondo. Ci sono battaglie tra le diverse religioni e all’interno delle religioni ci sono  conflitti e  tensioni. La chiesa cristiana non fa eccezione.

Gesù ha pregato che tutti i credenti di Cristo siano uno, come Egli e il Padre sono uno. Ma non è così oggi. Siamo divisi e molto diversi. E molte volte abbiamo problemi a riconoscerci  reciprocamente nelle nostre diversità, anche se in tutte le chiese confessiamo Cristo come Signore e Salvatore.

La rissa nella Chiesa della Natività a Betlemme poco prima di Natale è un’indicazione che ci sono forze potenti in gioco nella nostra diversità.

Le parole di Gesù che piange su Gerusalemme sono un ammonimento per noi di fermarci e riflettere se prendiamo sul serio la pace di Dio, la pace che implica  riconciliazione, amore, servizio, fiducia, fede e speranza.

Si tratta di un impegno serio per noi, ma dobbiamo dire che è difficile – inumanamente difficile.

Pertanto noi, che spesso tradiamo, dobbiamo confortarci sapendo che quando Gesù piange sul tempio, che era diventato  una spelonca di ladri, non volta le spalle e se ne va.

Egli non si arrende di fronte alle persone che si rattristano, egli rimane e continua a cercare di farci dialogare  insieme

Ha sgomberato non solo il tempio di Gerusalemme dai commercianti, ma dona la sua vita per sgomberare uno spazio nei nostri cuori, così possiamo vedere che noi siamo di Dio, tutti noi che facilmente dimentichiamo quello che serve per la nostra pace. Per uomini come noi, Gesù è vissuto, è morto ed è risorto.

È a causa del suo amore infinito per noi, che egli ci dà un posto nel regno di Dio. Non sono le nostre forze e la nostra volontà, che ci daranno la vittoria. No!! Saremo salvati perché Cristo ci dona la sua vittoria. È attraverso di Lui e solo in Lui possiamo condividere la vittoria della vita. Cristo è la nostra unica speranza.

Questa fede è la nostra salvezza, e in questa fede siamo uno in Cristo e con questa fede possiamo lottare con coraggio per la pace e la riconciliazione – e con questa convinzione possiamo vivere nel mondo, sapendo che ci concede la sua pace. Sia reso grazie a Dio!

Questo è ciò, che chiediamo quando preghiamo per l’unità dei cristiani.

Amen!

 

 

Sognepræst Per Thomsen

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