Dai gemellaggi ecumenici all’incontro europeo dei giovani cristiani a Loreto

Esperienza promossa dal Centro Giovanni Paolo II

Dai gemellaggi ecumenici
all’incontro europeo dei giovani cristiani a Loreto

 

di Riccardo Burigana

Giovani cattolici, anglicani, luterani e ortodossi si sono ritrovati a Loreto, in provincia di Ancona, dal 2 al 9 agosto, per il ii Campo giovani ecumenico europeo, dal titolo “Da EurHope a EurHome:  perché siamo divisi se stiamo così bene insieme?”, per un’esperienza ecumenica promossa dal Centro Giovanni Paolo II. L’incontro seguiva quello dell’anno scorso, anch’esso svoltosi nella prima decade di agosto, primo tentativo di favorire un dialogo ecumenico tra giovani di tradizioni e Paesi diversi, chiamati a condividere i propri percorsi di fede in uno spirito di fraternità.
L’idea di un incontro ecumenico europeo dei giovani era venuta maturando a Loreto, soprattutto dopo la visita di Benedetto XVI (1-2 settembre 2007), in occasione dell’Agorà dei giovani italiani. E si colloca all’interno di un percorso iniziato da decenni nelle Marche, in particolare a Fano, per opera di don Vincenzo Solazzi, direttore dell’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo. Quest’ultimo si è fatto promotore dei gemellaggi ecumenici, che prevedono l’incontro tra una parrocchia cattolica e una comunità ortodossa o anglicana, con reciproco scambio di visite a cadenza regolare, in modo da poter conoscere le differenze delle tradizioni cristiane nella quotidianità. Nel corso degli anni i gemellaggi ecumenici si sono moltiplicati, con il coinvolgimento di numerose parrocchie delle Marche, creando una rete di amicizie che ha favorito la conoscenza reciproca anche attraverso la rimozione di pregiudizi e incomprensioni.
L’incontro ecumenico del 2010 a Loreto è stato pensato come una prima tappa di un cammino triennale di approfondimento ecumenico sui sacramenti dell’iniziazione cristiana, a partire dall’eucaristia, tanto da scegliere la frase evangelica “Cinque pani e due pesci:  tutti mangiarono e furono saziati” come sottotitolo dell’incontro. Questo percorso voleva rispondere al desiderio di favorire la comprensione delle differenze e delle ricchezze che sono presenti nelle confessioni cristiane a partire dalle celebrazioni liturgiche che manifestano la fede di ogni comunità, oltre che essere testimonianze vive della storia della Chiesa. L’importanza della condivisione delle esperienze è stata centrale fin dalla redazione del programma che è stato definito in un incontro di cattolici, anglicani, luterani e ortodossi a giugno a St. Albans, in Inghilterra, incontro presieduto da monsignor Giovanni Tonucci, arcivescovo prelato di Loreto, e dal reverendo Alan Smith, vescovo anglicano di St. Albans. È stata solo l’ultima tappa di un cammino condiviso dalle comunità che avevano accolto l’invito a ritrovarsi ancora a Loreto per approfondire il dialogo ecumenico tra giovani.
Rispetto all’anno precedente, a livello di partecipazione, c’è stata la novità della presenza di alcuni giovani luterani della comunità svedese, che si sono così ritrovati con cattolici italiani e romeni, ortodossi romeni e anglicani:  in tutto centodieci giovani, dai 16 ai 30 anni, affiancati da tredici volontari che hanno deciso di condividere questa esperienza ecumenica. Le giornate sono state scandite da numerosi momenti di preghiera e uno spazio particolare è stato dedicato alle celebrazioni eucaristiche secondo le singole tradizioni confessionali, con il chiaro intento di mostrare le ricchezze di un patrimonio comune condiviso da tutti i cristiani. La lettura della Scrittura ha costituito la fonte privilegiata dell’esperienza ecumenica di queste giornate:  ci sono state le meditazioni del pastore luterano Henrik Kristing Heldal, del reverendo anglicano Jonathan Smith e del padre ortodosso romeno Nicolae Mirisan su tre passi biblici che hanno offerto una riflessione sul rapporto tra l’eucaristia e l’unità della Chiesa alla luce delle interpretazioni delle comunità cristiane. Sempre sulla centralità della conoscenza della Scrittura e delle tradizioni esegetiche nel cammino ecumenico, si sono soffermati monsignor Tonucci nella celebrazione eucaristica di domenica 8 agosto e l’arcivescovo di Ancona-Osimo, Edoardo Menichelli, delegato per l’ecumenismo della Conferenza episcopale delle Marche, nella veglia di preghiera di giovedì 5. I due presuli hanno sottolineato che l’annuncio di Cristo costituisce un compito primario e irrinunciabile per i cristiani in Europa. Soprattutto i giovani devono operare affinché intorno a Cristo si possa costruire un’Europa fondata sul rispetto dell’uomo e sulla salvaguardia del creato.
Nei gruppi di lavoro si è fatta esperienza dell’importanza di un confronto personale in grado di far comprendere l’altro nella sua complessità a partire dalla sua realtà quotidiana, nella quale gioca un ruolo fondamentale la testimonianza di fede, in un contesto che spesso propone modelli e messaggi lontani dallo spirito evangelico, in evidente conflitto anche con le dinamiche ecumeniche. Particolarmente toccante è stata la giornata trascorsa a L’Aquila, venerdì 6, con l’incontro con la comunità di San Giovanni Battista a Cese di Preturo, in una delle nuove realtà abitative realizzate dopo il terremoto, la cui drammatica esperienza è stata evocata dalle testimonianze dei giovani aquilani. Oltre a una visita dei luoghi dove si possono ancora toccare con mano le ferite inferte dal sisma, è stato organizzato un momento di preghiera ecumenico presso la Casa dello Studente, dove i giovani non hanno voluto solo ricordare i loro coetanei vittime del terremoto, ma si sono anche interrogati sulle sofferenza del mondo, che creano divisioni e contrapposizioni.
Al termine dell’incontro, pur rinviando a ottobre una valutazione più puntuale di questo secondo evento ecumenico europeo, molti hanno manifestato il desiderio di proseguire tale esperienza impegnandosi a vivere ogni giorno, ecumenicamente, la loro fede. Su come proseguire il dialogo rimangono aperte varie soluzioni, come ha osservato don Francesco Pierpaoli, direttore del Centro Giovanni Paolo II di Loreto, per il quale si potrebbe pensare a un nuovo incontro nella città del santuario, definita da molti partecipanti un “paradiso ecumenico” per lo spirito di accoglienza e di fraternità che ha consentito di superare gli iniziali pregiudizi e mostrare la complessità delle ricchezze cristiane declinate in forme diverse nelle comunità. Accanto a tale soluzione, che avrebbe l’indubbio vantaggio di dare continuità a questa esperienza creando una tradizione di incontri ecumenici a Loreto, si è pensato di sviluppare ulteriormente la rete dei gemellaggi, proprio per favorire quella conoscenza diretta, personale e amicale che sta alla base di un dialogo ecumenico che non ignora le questioni teologiche ancora aperte, ma si propone di offrire al mondo una testimonianza sempre più limpida del Vangelo.

 

Da L’Osservatore Romano 12.08.2010

INSIEME PER LA PACE

INSIEME PER LA PACE

Insieme per la pace e per la salvaguardia del creato. Così si potrebbe intitolare in modo suggestivo quello che è accaduto domenica 3 ottobre a Borgo Santa Maria.

 

Prima era arrivato l’invito di don Giorgio Paolini, circa una settimana fa, di partecipare con alcuni dei miei fedeli ortodossi rumeni ad una azione comune con i cristiani cattolici di questa parrocchia.

 

Insieme per le vie del Signore per conoscersi meglio tra di noi, per pregare insieme e, il più importante, per arricchirsi gli uni gli altri, partendo dalle nostre culture, dalle nostre radici comuni e dalla nostra unica fede in un Dio Uno e Trino. ‘Insieme’ è la parola magica di questo giorno; perché bambini tenendo per la mano i loro genitori e persone anziane, giovani ed adulti, uomini e donne, insieme abbiamo affrontato con gioia e tanta pace nelle nostre anime la lunga camminata.

Le brevi soste erano accompagnate da parole ed intenzioni di preghiera che richiamavano a guardarsi intorno ed esclamare con il salmista: ‘ Grande sei Tu, Signore, e meravigliosa è l’opera delle tue mani, e nessuna parola è sufficiente per portar lode alle tue meraviglie’. Nessuna persona si sentiva stanca per il cammino percorso, nessuna persona aveva sentito altro che questo era un atto dovuto, che ogni cristiano, ogni essere di questa terra benedetta doveva fare per ringraziare il Cielo che siamo nati ed abbiamo avuto la possibilità di vivere e conoscere la grandezza di Dio. 

 

Nei miei piccoli interventi ho provato a far conoscere qualcosa della ricchezza della teologia ortodossa, soprattutto quella del teologo rumeno Dumitru Stanilaoe: il suo pensiero nella sua grande opera “Dogmatica” è caratterizzato da una umanità profonda e delicata che non vuol tralasciare nessun    aspetto del dolore e della gioia umani e anche da un senso del mondo visto come linguaggio di bellezza e comunione. “  .. alla posizione creatrice di Dio nei riguardi del mondo corrisponde la nostra posizione di conoscitori e plasmatori della natura, in quanto immagini di Dio. … noi siamo nello stesso tempo la coscienza del mondo e siamo chiamati a valorizzare la sua razionalità, a trasformarlo in nostro favore e, in questo modo, a formare la nostra stessa coscienza. Non possiamo essere coscienti di noi stessi senza essere coscienti del mondo e delle cose che vi si trovano. Più conosciamo il mondo, più siamo coscienti di noi stessi…”(Dumitru Stanilaoe,”Il genio dell’Ortodossia “, ed. Jaka Book, Milano, 1985 p. 31)

 

 

Il Signore sia lodato!

 

                                                    Padre Constantin Cornis, Chiesa Ortodossa Romena d’Italia

CATTOLICI E ORTODOSSI INSIEME ALL’INSEGNA DELLA “ECOLOGIA”

CATTOLICI E ORTODOSSI INSIEME ALL’INSEGNA DELLA “ECOLOGIA”

Giornata per la salvaguardia del creato

 

Domenica scorsa, vigilia della festa di S. Francesco, si è svolta a Borgo S. Maria la terza edizione della “Camminata dell’amicizia”, ispirata alla “Giornata per la salvaguardia del Creato”, che i vescovi italiani hanno proposto di celebrare nel tempo compreso tra il 1 settembre e il 4 ottobre.

Tra le molte persone che si sono ritrovate nei pressi della chiesa, un centinaio di intrepidi escursionisti, muniti di cartelloni e bandierine recanti messaggi ‘ecologici’, sono partiti per una rispettabile camminata lungo  le campagne di via Montechiaro, cara ai passeggiatori del paese.

Provvidenziali le soste, che ci hanno consentito di esprimere la festa nel canto, di riflettere su brani del messaggio dei vescovi italiani per il 2010: Custodire il Creato per coltivare la pace”…, e di riprendere fiato. Tra le pause, la più apprezzata è stata quella nel castello di Pozzo Alto, non solo per il nuovo look del borgo dopo il rifacimento della piazza e delle strade interne alle mura, ma anche per il delizioso buffet che i paesani ci hanno fatto trovare.

 

La cosa più significativa è stata senz’altro la partecipazione alla camminata dei nostri amici ortodossi residenti nel territorio di Borgo. Giunti al Parco dei Tigli, a conclusione abbiamo potuto apprezzare anche l’intervento del sacerdote ortodosso, Padre Costantino Cornis, ora parroco della etnia rumena della provincia: grazie a lui abbiamo compreso meglio come il tema della ‘custodia del creato’ sia profondamente radicato nella spiritualità ortodossa, ed è un altro di quei valori attorno a cui possiamo intraprendere una reciproca collaborazione tra cristiani.

 

Ora siamo più coscienti non solo che la ‘Custodia del creato’ preserva l’umanità da tensioni e guerre originate da un ingiusto sfruttamento delle risorse della terra, ma anche che l’impegno dell’unità tra cristiani ed il riconoscimento della fraternità tra i popoli è una condizione essenziale per incamminarsi sulle vie dello ‘sviluppo compatibile’ dell’uomo sulla terra, e vincere la comune ‘sfida ecologica’ in favore delle future generazioni.

                                                                                                        

 

                                                                                                         Giorgio Paolini

GEMELLAGGIO ECUMENICO DELLA METROPOLIA

Articolo Nuovo Amico del 23 maggio 2010


GEMELLAGGIO ECUMENICO DELLA METROPOLIA

Cuccurano – Numerose le parrocchie coinvolte

Nel pomeriggio di domenica 9 Maggio, la Parrocchia di S.Biagio a Cuccurano di Fano ha partecipato e offerto la sua sede, a un interessante evento della Metropolia, il 5° incontro delle parrocchie coinvolte in gemellaggi ecumenici con parrocchie di chiese sorelle: l’Ortodossa romena di Rezita, Caransebes, Sibiu; l’Anglicana inglese di St Albans; la Luterana danese di Aahrus.

Dalla Diocesi di Pesaro sono convenute a Cuccurano le parrocchie: San Donato di Belvedere Fogliense, Santa Maria Regina di Borgo Santa Maria, di Candelara, di Santa Veneranda, San Cassiano e della Cattedrale di Pesaro. Della Diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola erano presenti la suddetta parrocchia di Cuccurano e quella della Santa Famiglia di Fano.Un’ottantina di persone hanno goduto il programma che alle 17 ha preso avvio con una relazione di Padre Costantino Cornis sul tema “Lectio condivisa della Parola: come realizzarla tra cristiani di varie denominazioni”. Il sacerdote ortodosso ha messo in evidenza come assieme alla meditazione sulla Parola siano importanti per il cristiano la preghiera personale, l’incontro frequente con Dio e la ‘liturgia dopo la liturgia’. Padre Costantino ha anche riferito all’assemblea quanto la comunità cristiana ortodossa romena immigrata e dispersa senta il bisogno di comprensione e di gesti fraterni e affettuosi da parte dei cristiani della nostra Metropolia.

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(Don Valter Pierini di Ancona e Padre Costantino Cornis nuovo parroco ortodosso ‘testimoniano’ l’importanza della Parola di Dio nella loro vita)

Don Valter Pierini di Ancona, sullo stesso tema, ha fatto emergere con brevi cenni storici una mappa delle divisioni dei cristiani e delle loro chiese e delle numerosissime denominazioni che tuttavia si àncorano  a quattro o cinque ceppi storici.

Don Giorgio Giorgetti ha rilevato l’impegno che le chiese storiche hanno profuso e i buoni risultati cui sono giunte nel definire e accettare i testi di una Bibbia interconfessionale condivisa.

Una parte dell’Incontro è stata dedicata da Suor Alfonsina, del Centro Giovanni Paolo II di Montorso Loreto, al tema “Da Eurhope a Eurhome: verso il 2° Campo ecumenico giovanile”.

Le testimonianze di tre giovani, Marco, Gianluca, Lorenzo di Pesaro, sul 1° Campo ecumenico giovanile tenuto a Montorso lo scorso Agosto e la partecipazione al 5° Incontro delle parrocchie gemellate di alcuni giovani fanno sperare che quest’anno la presenza a Montorso dei giovani della Metropolia sia più consistente e che, più in generale, l’invito all’ecumenismo da parte delle parrocchie sia stato raccolto anche dai giovani.

Don Vincenzo Solazzi ha annunciato che il prossimo 17 Maggio la Diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola accoglierà  nell’Eremo di Monte Giove a Fano il Vescovo svadeseluterano di Linkoping Martin Lind e il Pastore Peter le Clercq per conversazioni sulla possibilità di stabilire tra le nostre due Diocesi un legame non occasionale tra monasteri e parrocchie. Il Vescovo e il Pastore svedesi sono attesi per martedì 18 Maggio a Montorso in vista della partecipazione di un gruppo giovanile svedese al 2° Campo ecumenico giovanile del prossimo agosto.

Alle 19,30 l’assemblea si è spostata in chiesa per la recita del Vespro. La cena insiema ha concluso gioiosamente l’Incontro.

Alle ore 21, la casuale coincidenza a Cuccurano del 4° Incontro del Ciclo ‘Prendi e mangia’ sulla Parola di Dio ha consentito a molti dei presenti di passare in chiesa ad ascoltare la lettura di Osea e il relativo commento di don Giorgio Giorgetti.

Pierpaolo Petrini