Dopo 10 anni, dove vanno i gemellaggi ecumenici tra parrocchie europee?

Incontro di COGOLO 23-25.08.2009

Cogolo 2 

Dopo 10 anni di lavoro insieme come segreteria ecumenica della metropolia di Pesaro, Fano e Urbino, ci andava proprio di rivederci per fare il punto sulla nostra esperienza. E poiché senza la premura coordinatrice di Milena, ci sentiamo perduti, abbiamo deciso di andare a trovarla a Cogolo, sua residenza estiva in val di Pejo. Così la sera della domenica 23  a tavola a casa di Milena e di suo marito Valentino ci siamo ritrovati altri 9: da Fano Don Vincenzo e Paolo, da Urbino Don Peppino e Carla, da Pesaro don Giorgio, Vittorio e Carin e Gianfranco e Leonetta. 

Cogolo 1

 Ecco alcuni appunti di quanto emerso nei fitti scambi tra noi, magari sotto il portico di una vecchia chiesa di montagna, per ripararci dal vento.

            Coscienti che la pastorale ecumenica è un vasto campo di lavoro, abbiamo limitato la nostra attenzione quasi esclusivamente alla esperienza specifica che ha caratterizzato maggiormente la nostra attività ecumenica di questi ultimi 10 anni: I GEMELLAGGI ECUMENICI TRA PARROCCHIE EUROPEE.

 

C’è  stato un unanime riconoscimento dell’importanza della esperienza ecumenica avviata.

  • Contribuisce a far uscire l’ecumenismo dal ‘ghetto’ degli addetti ai lavori, affinché la Chiesa tutta ‘indossi il vestito ecumenico’
  • rende più attenti e sensibili alla ricerca di unità con i non cattolici residenti nelle nostre parrocchie
  • favorisce una maturazione all’interno delle nostre comunità attraverso una purificazione della fede, una attenzione più forte all’unità dentro le nostre comunità, una più pronta capacità di dialogo con tutti.

 

Contemporaneamente era unanimemente condivisa la valutazione che l’esperienza è rimasta a livello embrionale, sia come numero di parrocchie cattoliche coinvolte (poco meno di 20), sia per la qualità dell’esperienza fatta.

 

Eppure si intravvedono germogli nuovi che possono essere ricchi di sviluppi:

  • pellegrinaggi ecumenici
  • esperienze di evangelizzazione tra famiglie di diversa confessione
  • il coinvolgimento dei giovani, fino al Campo ecumenico del 3-10.08.09 di Montorso-Loreto.
  • Anche il sito ecumenico comincia ad andare

 

E’ stata espressa l’esigenza di far partire una SECONDA FASE dell’esperienza. Come?

a)      Curare la FORMAZIONE, in particolare:

  • L’accompagnamento sistematico dei sacerdoti coinvolti nella esperienza del gemellaggio, e l’informazione del clero sui temi ecumenici, compreso la materia riguardante i matrimoni misti
  • La proposta di corsi e seminari per i laici sensibili
  • La sensibilizzazione delle parrocchie gemellate nei vari settori della pastorale.

b)      curare un COORDINAMENTO efficace e continuativo tra i vari soggetti coinvolti:

  • prevedere un incontro annuale tra i vari leader ecumenici, per elaborare scelte condivise
  • pensare ad un segretario stabile e ben formato che coordini il lavoro per tutti.
  • Costituire una cassa di metropolia per affrontare le spese comuni
  • Curare il ‘gruppo ecumenico parrocchiale’ e la ‘consulta ecumenica diocesana’

 

 

c)      Indicazioni programmatiche:

  • 19.09: insediamento del nuovo vescovo di St. Albans. Far presenti almeno con una lettera a nome dei nostri vescovi
  • 07.10: incontro dei sacerdoti gemellati della metropolia a l Pelingo
  • Nella settimana di preghiera di gennaio 2010 si preveda l’anticipazione della veglia al giovedì 22 per Urbino, e l’incontro de leader europei dei ‘gemellaggi ecumenici tra parrocchie’ nel sabato 24. Fare sondaggio preventivo
  • 09.05: giornata delle parrocchie gemellate (a Candelara?)
  • 22.07: in Svezia a Linkoping per S. Brigida

 

Inoltre:

  • Mettersi in sinergia con Caritas e Migrantes per incrementare il dialogo interreligioso e curare insieme una iniziativa tipo “Festa dei popoli”
  • Curare un incontro di preghiera ecumenica regolare, che potrebbe farsi nella parrocchia di Vincenzo
  • Fare in modo che la settimana di preghiera abbia un seguito durante l’anno attraverso la proposta periodica di intenzioni di preghiera nell’eucarestia domenicale e la diffusione di testi significativi nel campo ecumenico.

 

Infine ci siamo richiamati ad una paziente perseveranza: dopo vari secoli di separazione tra i cristiani, non dobbiamo pretendere che in 10 anni l’ecumenismo giri pagina; del resto anche una semplice amicizia nata e coltivata tra cristiani di diversa confessione,  è di somma importanza.