Insieme sulle strade della fede

Viaggio di conoscenza e amicizia in occasione della III assemblea ecumenica europea

Anche se la terza assemblea ecumenica europea di Sibiu (Romania, 4-9 settembre 2007) prevedeva la presenza attiva solo dei delegati, i cristiani d’Europa erano invitati a parteciparvi organizzando nelle proprie comunità assemblee preparatorie e preghiere ecumeniche,ma anche pellegrinaggi di amicizia con le comunità cristiane di Romania, per poi ritrovarsi a Sibiu nei due giorni conclusivi. È così che una quarantina di persone provenienti dalle diocesi di Pesaro, Fano, e Urbino ma anche da altre città come Ancona, Senigallia, Arcevia, Ascoli Piceno e perfino Bologna, Roma e Novi Ligure, hanno deciso di recarsi in Romania per sostenere l’impegno ecumenico e rafforzare i legami di amicizia con le comunità cristiane di quel paese.
Il gruppo ha avuto la fortuna di essere accompagnato da tre romeni: Iosif, prete di rito greco-cattolico ma residente ad Arcevia, Constantin, diacono ortodosso residente a Pesaro e Gianina, fresca sposa ortodossa di un italiano cattolico di Monteguiduccio. La loro presenza ha facilitato di molto il gruppo negli incontri avuti. La visita ai numerosi monasteri della Moldova e Transilvania (Agapia, Humor, Voronet e Nocrich, dove vivono centinaia di monache, e quello di Neamt, maschile) ci ha colpito sia per la bellezza dei luoghi e gli affreschi delle pareti esterne che, soprattutto, per l’enorme presenza di monache e monaci, in un paese che uscito dagli anni bui del comunismo sembra vivere una stagione di grandi vocazioni monacali e sacerdotali. L’accoglienza è stata ovunque calda e fraterna. Non sono mancate le occasioni di incontri anche con le comunità protestanti, soprattutto di lingua tedesca come quella di Medias, e con quella greco cattolica, a Brasov e a Medias. Commovente l’accoglienza ricevuta da quest’ultima comunità: sotto una pioggia incessante ci hanno aspettato in duecento per più di un’ora, ci hanno accolto con grande amicizia e abbiamo potuto celebrare assieme nel bellissimo rito orientale di S. Giovanni Crisostomo. Al termine buonissimi dolci e bevande hanno rafforzato ulteriormente l’amicizia e la vicinanza con una comunità che vive momenti non facili ma sembra assai viva e ricca di vocazioni.
Dalla fine del comunismo ad oggi la Romania sta vivendo momenti di grande trasformazione, accentuati dalla recente entrata nella Unione Europea. Ci auguriamo che il popolo romeno sappia trovare una strada propria alla crescita economica e allo sviluppo industriale in cui si è avviata, riuscendo a coniugare tradizione e innovazione, città e campagna, sviluppo e salvaguardia del creato senza ripercorrere i tragici errori dell’occidente opulente. Ciò è importante anche in ordine alla fede, il cui più importante nemico è oggi rappresentato da un consumismo ed individualismo che rischia di minare alla base i valori di solidarietà, sobrietà e condivisione che legano ancora fortemente il popolo romeno.
Infine anche nella stessa Sibiu abbiamo vissuto momenti bellissimi di amicizia e vicinanza fra tutti i cristiani d’Europa: il grido “Unitade, Unitade” che aveva caratterizzato la visita in Romania di Giovanni Paolo II° qualche anno fa è risuonato nuovamente nella Piazza Uniri di Sibiu, dove centinaia di cristiani hanno unito le mani per chiedere ai capi delle Chiese cristiane di accelerare il cammino verso la piena unità. Speriamo che questo grido non rimanga inascoltato.
Siamo ripartiti, sia chi da tanti anni è impegnato nel cammino ecumenico,sia chi vi si accostava per la prima volta, con le stesse convinzioni che il Card. Kasher ha espresso nel suo intervento di apertura all’assemblea di Sibiu: “viviamo in chiese separate. … Questo è contro la volontà e il mandato di Gesù. … è una contraddizione alla volontà di Gesù perciò una espressione del peccato. … All’ecumenismo non c’è alternativa responsabile … La questione dell’unità deve inquietarci; essa deve ardere dentro di noi. … Noi ci conosciamo ancora troppo poco, e per questo ci amiamo ancora troppo poco”.
Questo viaggia ci ha aiutato a conoscerci un po’ di più e ad accrescere quindi l’amore vicendevole e il desiderio di sincera unità.

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