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GEMELLAGGIO ECUMENICO
tra le parrocchie di
S. MARIA REGINA (Italia) – CATTEDRALE DI RESITA (Romania)

INTRODUZIONE

Il terreno era già dissodato: la sensibilità per un ecumenismo della base e della vita, raccolta dall’Assemblea Ecumenica di Graz (1997), aveva già spinto i responsabili degli Uffici per l’Ecumenismo della metropolia di Pesaro, Fano e Urbino a elaborare, in vista del Giubileo 2000, un “Progetto di scambi ecumenici tra parrocchie di diversa confessione a livello europeo”.
E’ bastato un incontro, occasionale e provvidenziale insieme, tra don Giorgio parroco di S. Maria Regina e il padre Dorel parroco della cattedrale di Resita, in occasione di un convegno a Roma sul dialogo, ad avviare una esperienza di fraternità ecumenica di cui si può cogliere lo schema ideale di procedimento in Gemellaggi ecumenici, come? e gli sviluppi concreti in tappe di una storia.
Anche se questa avventura pare solo agli inizi, tuttavia già se ne possono intravedere i primi frutti:

  • Si è attivato un processo di conoscenza, fraternità e prime collaborazioni fra varie persone delle due comunità parrocchiali che ha permesso un avvicinamento fra due mondi quasi sconosciuti. 
  • All’interno delle singole comunità parrocchiali si è constatato un approfondimento e una purificazione della vita di fede attraverso un ricorso più assiduo alla Parola di Dio, una preghiera più frequente e meno devozionale, uno spirito di comunione e di dialogo che progressivamente diventa stile di vita.
  • Dalle due comunità parrocchiali si sta pian piano irradiando un’onda di unità che, d’intesa con i vescovi locali, coinvolge altre parrocchie in analoghe esperienze di ‘gemellaggi ecumenici’ e promuove la fraternità con i cristiani di altre denominazioni presenti nel territorio.

Evidentemente non mancano le difficoltà:

  • In ordine all’evangelizzazione, il problema dell’unità tra i cristiani è percepito come importante ma non urgente: la sensibilizzazione dell’intera comunità al valore dell’ecumenismo avviene con pazienza e perseveranza.
  • Passata la fase dell’entusiasmo iniziale, le differenze culturali, la diversità delle lingue e dei modi diversi di esprimere la fede fanno sentire il loro peso.
  • Anche il frequente impiego di energie economiche, specie per i viaggi, non è da sottovalutare.

Davanti a questi e vari altri disagi un gruppo ecumenico parrocchiale incaricato per la promozione dell’ecumenismo che sia affiatato, in stato permanente di formazione, ben collegato con il resto della parrocchia e aperto al confronto e alla collaborazione  con le altre presenze ecumeniche nel territorio, risulta una carta vincente.

 

 

 

 

Uffici per l'Ecumenismo e il dialogo - email: info@ecumenismo.eu

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